"1984" è un romanzo scritto da George Orwell, il quale, a causa delle sue esperienze di vita, aveva idee molto pessimiste ed era caratterizzato da una forte distopia. Infatti "1984" si potrebbe definire il romanzo distopico per eccellenza.

È ambientato appunto durante l'anno 1984 a Londra, che è la capitale dell'Oceania. Il mondo è suddiviso in tre grandi continenti: Eurasia, Estasia ed Oceania, che si trovano sempre in guerra tra loro. In quest'ultimo governa il Socin; a capo di tutto quanto vi è il Grande Fratello, di cui sono presenti in tutta la città enormi manifesti che rappresentano il suo volto con la scritta "Il Grande Fratello vi guarda". Orwell lo descrive con le sembianze di Stalin e Hitler, infatti anche politicamente è riconducibile ad essi. Nessuna persona però l'ha mai visto, motivo per cui si arriverà a pensare che sia soltanto un simbolo. In tutta l'Oceania non sono presenti leggi, ognuno è libero di fare quello che vuole, tranne poter pensare liberamente, poter comportarsi liberamente, aver rapporti all'infuori della procreazione, poter parlare liberamente, poter agire contro il Socin o anche solo essere contrario ad esso. Tutti sono controllati attraverso le televisioni, le quali hanno impiantate delle telecamere che non possono mai essere spente, al massimo è possibile solo abbassare il volume entro certi limiti.

La storia narra di Winston Smith, un dipendente del ministero della verità. A Londra sono presenti quattro ministeri: quello della verità, il quale si occupa dei giornali e delle trasmissioni televisive, che ha come slogan, utilizzato poi da tutto il partito. "La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza"; quello dell'abbondanza, che si occupa dell'economia; quello della pace, che ha il compito di escogitare le guerre e far fronte ad esse; quello dell'amore, il peggiore di tutti, che gestisce l'ordine pubblico. Quest'ultimo è descritto da Winston quasi come una prigione: l'edificio non ha nemmeno una finestra ed è circondato da recinzioni sorvegliate da truppe armate; infatti non è possibile entrare a meno che non si abbia il permesso, e nel caso lo si abbia, si ha la certezza che non se ne uscirà mai più. Lì dentro vengono puniti i psicoreati e la pena è quella di morte e della cancellazione dell'identità. Ad occuparsi dei criminali è la psicopolizia, temuta da tutti quanti, poiché controlla la vita di ogni persona attraverso i televisori.

 

 

 

 

 

 

Winston inizia a chiedersi se Londra fosse stata così anche prima dell'arrivo del Socin, ma non ne ha ricordo, fino a quando un giorno conosce Julia e se ne innamora. In quel momento inizia a provare un odio immenso verso il Grande Fratello e tutto ciò che lo riguarda. Comincia ad essere finalmente un uomo e a bramare la libertà di cui è stato privato. Lui e Julia capiscono che se il popolo intuisse la realtà riguardo a dove vive e se si ribellasse, qualcosa potrebbe cambiare. Una luce di speranza si accende nelle loro vite, fino a quando un giorno accade qualcosa.

È un romanzo molto cupo, che lascia sicuramente il segno nel lettore. Fa capire che tipo di realtà comporta l'ignoranza, che caratterizza l'epoca in cui viveva l'autore e, sotto alcuni punti di vista, anche nella nostra. La storia non ha un barlume di speranza, come il mondo di cui parla, spegne tutta la positività che si potrebbe avere, è l'esempio perfetto di disopia. Fa riflettere chiunque legga questo romanzo su dove viviamo, su come viviamo, su chi governa e se siamo veramente liberi oppure no. Descrive esattamente come l'inconsapevolezza di una popolazione possa portarla alla sua completa schiavitù, senza nemmeno che se ne renda conto. L'assoggettazione al Socin è particolarmente messa in risalto dalla neolingua, la lingua del continente, la quale non comprende un'infinità di vocaboli utilizzabili per esprimere idee contrarie a quelle del Grande Fratello, facendo sì che se qualcuno provasse a ribellarsi non ne avrebbe nemmeno le possibilità.

Nonostante la complessità dei temi trattati, la lettura è facilitata da un registro medio-basso, facilmente comprensibile, e da un'ottima fluidità.

È un libro che bisogna assolutamente leggere almeno una volta nella propria vita.