Il libro è ambientato negli anni Cinquanta. Racconta la vita di Thomas, un bambino di nove anni alle prese con un padre violento, affetto da un tremendo “male”: il fanatismo religioso. Thomas tiene un quaderno di pensieri e storie da lui chiamato “il libro di tutte le cose” dove alla domanda cosa farò da grande risponde: voglio essere felice. Questa felicità la raggiunge nell’incontro con Elisa, alla quale scrive una lettera molto toccante, e nell’amicizia con la signora Van Amersfoor, definita una strega, grazie alla quale imparerà ad amare la letteratura e la musica. A causa di questo il padre picchia lui e la madre, ma un giorno la sorella Margot, stanca di tanta violenza, puntandosi un coltello alla gola dice al padre che non deve mai più comportarsi così. Thomas e la signora Van Amersfoor istituiscono un circolo letterario, al quale partecipano tante persone, grazie al quale Thomas cerca di far capire al padre che leggere delle storie non ha niente a che fare con la religione. Nonostante la gabbia in cui è costretto a vivere, Thomas non perde l’audacia e la curiosità dei bambini.

Il libro mi è piaciuto perché tratta un argomento attuale, di famiglie problematiche dove i genitori non si fanno nessuno scrupolo a usare la violenza con i propri figli. Sono rimasta molto impressionata leggendo che il padre di Thomas usava la cintura per picchiarlo: per un attimo ho cercato di capire quanto dolore potesse provare in quel momento. Non credo giusto che il padre di Thomas imponesse la sua ossessione a tutta la famiglia, arrivando a picchiare moglie e figlio. Questo libro mi ha trasmesso una grande emozione e allo stesso tempo rabbia, ma sono anche contenta che Thomas abbia saputo reagire e sia riuscito a dimostrare al padre quanto fosse importante per lui ciò che faceva. Mi ritengo molto fortunata ad avere due genitori che mi rispettano e mi capiscono.

Eleonora Pichierri - Classe II B

Sc. Sec. I gr. “Papa Giovanni Paolo II” Castel Guelfo – IC Dozza Imolese