Iqbal Masih è un ragazzino pakistano di soli dodici anni che sfortunatamente è stato venduto al proprietario di una fabbrica per tappeti, per qualche soldo, dai propri genitori, per il matrimonio di un'altra figlia. Nella fabbrica di tappeti le condizioni erano molto disumane, infatti chi si lamentava del proprio lavoro veniva rinchiuso in una specie di posto chiamato “il buco”: lì si restava al buio, senza mangiare e continuamente sorvegliati da Tarek , il braccio destro di Imran , il capo.

Per la sua azione di resistenza, Iqbal divenne simbolo internazionale della lotta contro lo sfruttamento minorile e ricevette un premio negli Stati Uniti. Egli poi tornò in Pakistan… ma il finale è molto triste.

A me questo libro è piaciuto davvero tanto e penso che dovrebbe leggerlo chiunque perchè è un libro ricco di insegnamenti. Peccato per il finale così triste: sinceramente non me l'aspettavo.

Denis Ardai

Classe II B – Sc. Sec. I grado “Papa Giovanni Paolo II” Castel Guelfo – IC Dozza Imolese