Il libro è diviso in due parti: la prima ha come titolo “La cacciata”, la seconda “La ricerca”

Il racconto è ambientato inizialmente a Granada nell’anno 1492 ed inizia con la sconfitta del sultano Boadbil da parte dei re cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia che scacceranno definitivamente i musulmani dalla penisola Iberica. A Granada vivono musulmani, ebrei e cattolici in un ambiente tranquillo e sereno. Il libro parla di Esther, una ragazzina ebrea di 10 anni, che diventa amica di Amir un ragazzo mussulmano di 13 anni. Un giorno i re cattolici emanano una legge in base alla quale tutti coloro che non erano cristiani si dovevano convertire o se ne sarebbero dovuti andare da Granada. Sia la famiglia di Esther, sia quella di Amir decidono di prendere la caravella per andarsene via da Costantinopoli dove poter iniziare una vita tranquilla. Durante il viaggio però, la caravella viene assaltata dai pirati. Ester e Amir riescono a nascondersi in un rifugio della caravella, ma i loro genitori vengono catturati. Grazie all’aiuto di un altro ragazzino di nome Nino, un mozzo di origine genovese, riescono a sfuggire ai pirati e a mettersi in salvo una volta terra.  Da questo momento la vita dei tre ragazzi cambierà, faranno un lungo viaggio che li porterà prima ad Algeri poi a Rodi ed infine a Costantinopoli per ricongiungersi con i loro genitori. Durante il viaggio affrontano avventure più o meno pericolose, incontri più o meno felici e il loro legame di amicizia si rafforzerà sempre di più. Nel loro viaggio incontrano uomini e donne che daranno loro ospitalità, non tenendo conto della loro religione o del colore era la loro pelle. Dopo quell’avventura  i tre ragazzi si rendono conto che anche se avessero preso strade diverse, non avrebbero mai dimenticato quelle peripezie e ognuno avrebbe fatto parte per sempre della vita degli altri. Molte volte si pensa che debbano essere i grandi e insegnare ai piccoli ma questo libro dimostra il contrario infatti, attraverso l’esperienza dei ragazzi, emerge che la multiculturalità è una risorsa e non un ostacolo. Questo tema è più che mai attuale, infatti, oggi viviamo in una società multirazziale in cui per una buona convivenza è fondamentale il rispetto reciproco.

 

Samuele Varini

Scuola Moruzzi IC Ceretolo Casalecchio di Reno (Bo)

Classe IID Secondaria di 1° grado