I tre ragazzi Baudelaire arrivano sempre nel lurido portabagagli della macchina nera del Conte Olaf, al Carosello Caligari. Lì, prima si travestono da “fenomeni” (rispettivamente Klaus e Violet si camuffano da persona con due teste, Beverly ed Elliot, mentre Sunny entra in una barba finta trovata nel portabagagli e assume le sembianze di “bambino” lupo, Chabo), poi scoprono che il famigerato conte riesce sempre a scovarli soprattutto grazie ad una maga, Madame Lulù, che incredibilmente suggerisce ad Olaf dove si nascondono. “Beverly, Elliot e Sunny” vengono accolti calorosamente dagli altri fenomeni (Kevin, un ragazzo ambidestro sia nelle braccia sia nelle gambe, Hugo un uomo con una gobba che straccia i vestiti e Colette, una contorsionista incredibile), e fanno amicizia con loro. Decidendo però di indagare su Madame Lulù capiscono che ella è in realtà una finta maga, e a volte tira ad indovinare le risposte alle domande che le pongono. Riescono così a far rivelare loro la sua vera identità: si chiama in realtà Olivia ed è un membro del V.F. (il mistero che i Baudelaire cercano di risolvere dal sesto libro della serie); nel frattempo Olaf dà l’agghiacciante notizia che ogni giorno un fenomeno verrà gettato nella fossa dei leoni (che non mangiano da tre giorni). Progettano così, assieme ad Olivia, di scappare il pomeriggio dopo ed andarsene dall’entroterra, dal Carosello Caligari e soprattutto dal Conte Olaf. L’imprevisto però è sempre in agguato! Il pomeriggio durante una rissa “Madame Lulù” ed un complice di Olaf cadono nella fossa; lo stesso conte arruola tutti i fenomeni nella sua compagnia e scappa sulla macchina nera. Per Chabo il posto in macchina c’è, essendo piccina ma Beverly ed Elliot vengono posizionati su un caravan attaccato all’auto. È qui che il Conte Olaf rivela ai Baudelaire di sapere chi sono veramente e sgancia il caravan, lasciando Violet e Klaus cadere per un pericolosissimo (e ripidissimo sarebbe dir poco) pendio.

Quei ragazzi mi hanno insegnato che nella vita bisogna essere forti e tenaci, senza abbattersi davanti alle sventure e alle difficoltà.

Una citazione che val la pena ricordare è tratta da un dramma di Shakespeare: “Gli uomini dovranno finire per forza con l’azzannarsi a vicenda, come i mostri del fondo marino”, frase che qui significa com’è triste che le persone finiscano per farsi del male come se fossero feroci mostri marini. Un'altra che ho apprezzato è la seguente: “Al mondo ci sono molte cose difficili da nascondere, ma un segreto non è una di queste. È difficile nascondere un aeroplano, per esempio, perché generalmente serva una buca profonda o un fienile e bisogna farci entrare l’aeroplano in piena notte, ma è facile nascondere un segreto riguardante un aeroplano perché si può semplicemente scriverlo su un minuscolo pezzo di carta e attaccarlo in fondo al materasso di casa […] Ed è difficile nascondere sé stessi perché a volte c’è bisogno di pigiarsi nel portabagagli di un’automobile, ma è facile nascondere un segreto su sé stessi, basta scriverlo in un libro e sperare che cada nelle mani giuste.