La lingua si può salvare parlandola, scrivendola, cantandola, inventando nuove parole e ritrovandone di vecchie. E’ come l’amore, se non l’alimenti muore, basta trovare l’equilibrio tra la regola e l’eccezione, tra grammatica e libertà.

Giovanna ha sedici anni e abita con suo fratello Tommaso nell’isola degli indicativi. Suo fratello ha vent’anni e fa il musicista, Giovanna invece fa la ghost writer cioè scrive per gli altri e, con i soldi che guadagna, si mantiene; scrive anche per gli adulti tra i quali come suo cliente c’è il Presidente della Repubblica. Un giorno mentre sta andando con urgenza dal presidente che l’ha chiamata per farle scrivere una lettera d’amore, scopre che sulla riva del mare c’è uno strato nero che all’inizio crede petrolio ma, quando di sera dopo l’incontro con il presidente andrà a vedere curiosa, scoprirà che, quello strato nero e brulicante sono tante parole in disordine sparse e, scivolate via da pagine di libri. Andando avanti scoprirà una nave affondata  carica di libri vuoti quella nave un tempo colma di libri era stata portata per venderli lontano da Necrode che voleva bruciarli …

“Nessun dittatore ama i libri, infatti i libri aiutano a sognare, a riflettere e dunque a criticare .Che bisogno c’è di sognare, pensano i dittatori, dal momento che la società che ho creato è la migliore possibile?Che bisogno c’è di riflettere, se decido tutto io per voi?Quanto alla critica, non l’accetterò mai.”

Mi ha colpito molto il paragone tra le parole e l’amore, perché bisogna  provare amore per la nostra lingua.

“L’amore è una faccenda di anime e di pelli che si piacciono”[…]

“Ognuno dei due amanti ha in sé un orologio. E i due orologi devono accordarsi”

“I sogni possono allontanarvi l’uno dall’altro. La notte non è più una banale virgola, la tranquilla separazione fra una giornata e l’altra. La notte si è trasformata in un punto, che può diventare punto fermo, finale. ”  [... ]