Non sono una di quelle persone che legge molti libri, ma questo piccolo romanzo di appena 100 pagine credo di averlo letto e riletto almeno una decina di volte.

Mi è stato regalato alla cresima da un’amica di mia mamma, e quindi ero un po’ diffidente al riguardo, ma appena trovato un po’ di tempo e un po’ di voglia lo lessi in poco più di tre quarti d’ora.

All’interno del romanzo l’autore è riuscito a parlare di due argomenti che non dovrebbero essere nello stesso libro: la leucemia e la storia di un bambino, Oscar.

Oscar ha 10 anni ma ne dimostra 7 e viene chiamato testa d’uovo, vive in ospedale a causa del cancro e si ritrova a scrivere delle lettere a Dio anche se non è proprio certo della sua esistenza.

Non parlo più della trama perché penso che ognuno debba prendersi quei 45 minuti per leggere questo libro tutto d’un fiato perché merita davvero. Schmitt è riuscito a mettere nella bocca di Oscar così tanta consapevolezza e tranquillità estranea ad un bambino della sua età e quasi un po’ destabilizzante per quanto riguarda il finale che ognuno si aspetta da un libro del genere. Ripeto, merita davvero!