In classe abbiamo letto un libro intitolato “Per questo mi chiamo Giovanni” che è dello scrittore Luigi Garlando.

Questo libro parla della vita del giudice Giovanni Falcone.

È proprio su questo argomento che a scuola sono venute quattro ragazze dell’associazione “Libera” che coltiva terreni confiscati alla mafia.

Queste ragazze ci hanno spiegato che la mafia è un’organizzazione a delinquere e che esistono diversi tipi di mafia e sono: Cosa Nostra ( mafia siciliana), Ndrangheta (mafia calabrese), Sacra Corona Unita ( mafia pugliese), Camorra ( mafia napoletana).

Poi ci hanno spiegato com’è organizzata la piramide mafiosa di Cosa Nostra: in alto c’è il boss;  sotto ci sono i consiglieri; sotto ancora ci sono i capi decina e infine i picciotti che devono eseguire gli ordini.

Il libro racconta che, dopo il maxi processo di Palermo, Giovanni Falcone muore e dopo pochi mesi, nello stesso anno, muore  Paolo Borsellino, suo collega e amico. Tutti e due per un attentato.

Io queste cose le sapevo già perché avevo visto in televisione dei film che riproducevano il maxi processo e gli attentati.

Ma le stragi non hanno avuto l’effetto di impaurire ancora di più la gente, come pensavano i mafiosi, perché le persone cominciarono a ribellarsi.

Anche nel libro il papà di Giovanni, che era un negoziante, smise di pagare il “pizzo” ai mafiosi.

A me il libro è piaciuto molto perché mi interessava moltissimo l’argomento.

Alla fine della lezione le ragazze di Libera hanno preso un cartellone lungo e bianco, ci hanno fatto disegnare l’impronta del nostro piede sinistro e ci hanno fatto scrivere il nostro potere contro le mafie.

Io ho scritto:_ Stare dalla parte della giustizia.