Il libro che voglio raccontarvi  è di Luigi Garlando e s’intitola “Per questo mi chiamo Giovanni”.

Questo libro parla di un bambino che si chiama Giovanni, di suo padre e di Bum, un pupazzo che aveva i piedi bruciati. E parla anche della mafia e del giudice Giovanni Falcone.

Racconta perché il bambino Giovanni si chiama così: perché il 23 maggio del 1992, quando lui nacque, Giovanni Falcone morì perché i mafiosi gli misero una bomba sotto un’autostrada.

Qualche mese dopo morì anche Paolo Borsellino, un suo grande amico e collega, sempre in un attentato.

Dopo queste stragi la gente si ribellò.

Il papà di Giovanni, che aveva un negozio di giocattoli, un tempo dava i soldi alla mafia: c’era una persona che ogni mese andava nel suo negozio e gli diceva di dargli una scatola con dentro una bambola, ma dentro invece c’erano dei soldi.

Ma dopo le stragi, quando il mafioso entrò nel negozio, il papà di Giovanni gli disse che non vendeva più bambole. Allora l’uomo capì che lui non intendeva più pagare e così fecero scoppiare il suo negozio.

E la mamma di Giovanni rimase lì dentro.

Fra tutti i giocattoli si salvò solamente il pupazzo di una scimmia: per questo Bum aveva i piedi bruciati.

Nel mese di febbraio sono venute quattro ragazze di “Libera” e ci hanno spiegato che cos’è il bullismo e che cos’è la mafia.

La mafia è un gruppo di persone che fanno cose illegali e bruttissime per denaro.

A me il libro è piaciuto e mi sono piaciute anche le lezioni delle ragazze di “Libera” che è un’associazione formata per coltivare i terreni confiscati alla mafia.