Viola è una bambina considerata da tutti “diversa”. “Diversa” perché ha il labbro leporino e perché non ha una famiglia. Infatti è stata abbandonata da sua mamma in un collegio e il suo papà è in carcere . La sua vita in collegio non è piacevole perché Viola viene messa spesso in punizione ed è proprio in questi momenti che disegna tanti castelli e sogna di viverci. Un giorno decide di scappare dal collegio. Durante la sua fuga Viola incontra diversi personaggi: una bambina che le promette di portarla nel suo castello se Viola le ritrova il cane che ha perso, un vecchio di nome Nano, il cane Ursus, Tobia un pipistrello e una muffa. Il personaggio più importante è Nano perché racconta tutta la sua vita a Viola. Una storia molto triste perché è ebreo e da piccolo ha subito molte persecuzioni dai Nazisti. Però Nano non ha mai smesso di aver voglia di vivere. Nano insegna tutto questo a Viola: le insegna l’importanza della vita e le lascia il suo “castello” dopo la sua morte. Questo libro mi è piaciuto molto perché spiega che la “diversità” non è un problema e bisogna avere coraggio. Lo consiglio alle persone che si sentono “diverse”: la diversità non è un problema se si ha la forza di affrontarla e di accettarla.