La protagonista del romanzo “Non piangere, non ridere, non giocare” è Teresa, una bambina italiana di dieci anni. Ha perso il papà;  la mamma, per mantenerla, è costretta ad emigrare per nove mesi l’anno in Svizzera dove lavora come operaia. Teresa rimane in Italia con la nonna che vive in campagna. Teresa sta bene con la nonna, è felice, gioca, esce, va a scuola, ma la nonna è anziana e malata. Un giorno Anna, la mamma di Teresa, le dice che andrà con lei in Svizzera. Teresa è felicissima e non vede l’ora di iniziare la sua nuova vita. Purtroppo Teresa apprende che, nel nuovo paese, non potrà uscire, non potrà andare a scuola e dovrà sempre rimanere nella soffitta dove abita con la mamma senza far rumore: insomma dovrà essere invisibile. Così Teresa trascorre le sue giornate in solitudine e in silenzio. Ma, un giorno, dalla finestra della soffitta entrerà un gatto rosso che le cambierà la vita. Le sorprese non finiscono qui, infatti Teresa incontrerà anche Paul, un bambino di undici anni, padrone del gatto. Da questo momento la vita di Teresa cambierà.

Il romanzo mi è piaciuto molto: all’inizio ero triste per Teresa costretta, per ridicole leggi, a non poter vivere la sua infanzia, poi però tutto è cambiato. Io penso che tutti i bambini del mondo devono essere liberi di giocare insieme al di là della nazionalità. Penso che i bambini (e anche i gatti!!!) siano più tolleranti degli adulti.

Beatrice Pazzaglia, Classe 5A Scuola  F.Baracca, I.C. Castiglione - Camugnano - San Benedetto