A scuola la maestra ci ha letto un libro intitolato “Aspettando il vento” e c’è stata anche una rappresentazione a teatro.

Questo libro è scritto in corsivo, è rappresentato da tanti disegni in bianco e nero e ha ripreso un po’ le materie di scuola come le scienze e la geografia.

Il racconto inizia in un piccolo paesino che si chiama Serranova, in provincia di Brindisi, in Puglia. Serranova ha quindici case, un negozio di alimentari e una grande fontana dove tutti vanno a prendere l’acqua.

Il papà di Arturo faceva il capostazione e aveva i capelli lisci, ma quando veniva lo scirocco gli diventavano sempre ricci.

Arturo era un bambino che balbettava tantissimo e aveva fatto amicizia solo con Caterina. Lei era una bambina che parlava moltissimo di uccelli e da grande voleva fare l’ornitologa.

Un giorno Caterina andò nella  palude vicino al mare e chiese ad Arturo se voleva venire con lei. Lui chiese il permesso alla mamma, ma la mamma non volle perché diceva che la palude era pericolosa. Così Caterina gli diede del fifone.

Ma una sera Arturo di nascosto prese la sua bicicletta e andò nella palude dove fece amicizia con un bambino di nome Andrea e finalmente smise di balbettare.

Andrea è un bambino misterioso perché alla fine sparisce. Anche lui è appassionato di ornitologia e insieme costruiscono un capanno galleggiante per guardare gli uccelli e studiarli.

La storia mi è piaciuta tantissimo però io volevo cambiare il finale: avrei voluto che Andrea e Arturo facessero gli ornitologi insieme a Caterina.