AUTORE: Luigi Garlando

 

TITOLO: L'estate che conobbi il Che

 

CASA EDITRICE: Rizzoli

 

LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: Milano-2017

 

GENERE: Romanzo per ragazzi

 

NOTIZIE SULL'AUTORE: È  un giornalista alla Gazzetta dello Sport. Da anni scrive libri per ragazzi come: ”Per questo mi chiamo Giovanni” e la serie “Gol”. È con questo libro (L'estate che conobbi il Che) che ha vinto il premio strega 2017 categoria +11.

 

AMBIENTE: Italia, Lombardia durante un periodo di crisi economica

 

EPOCA : Estate 2014 durante i Mondiali di calcio.

 

TRAMA: Cesare è un ragazzo di 12 anni e vive in una famiglia benestante. Suo padre è un pezzo grosso di una azienda di arredamento, sua madre è un affermato chirurgo e la sorella è una fashion blogger. I suoi migliori amici sono Leo, figlio di un negoziante di giocattoli e tifoso sfegatato di Ballotelli e Blanca, figlia della signora delle pulizie di origini colombiane e anche campionessa di nuoto.

Durante il suo dodicesimo compleanno molti degli invitati non si presentano alla sua festa, perchè sono figli dei lavoratori nell'azienda di suo padre, ma l'azienda ha momentaneamente sospeso la sua attività e i dipendenti sono rimasti senza lavoro e non hanno permesso ai loro figli di andare al compleanno del figlio del tagliatore di teste (cosi chiamato il padre di Cesare). Soltanto Leo e Blanca vanno al suo compleanno. Purtroppo manca l'ospite più atteso da Cesare, il nonno Riccardo, che per il compleanno gli ha regalato una scrivania interattiva. Il nonno non si presenta ai festeggiamenti e la madre gli dice che ha avuto un collasso. Infatti si sentono le ambulanze vicino alla casa del nonno che stava dall'altra parte parte della collina, cosi Cesare si avvia subito a casa dell'anziano e mentre Riccardo viene caricato sull'ambulanza Cesare scorge sulla spalla del nonno una faccia tatuata che all'inizio gli sembra  Gesù. Cesare il giorno seguente va all'ospedale, a chiedere a suo nonno chi fosse l'uomo tatuato sulla sua spalla. L'anziano rispose che è Ernesto Che Guevara. Da quel giorno in poi Cesare va a far visita regolarmente a suo nonno che gli racconta le vicende del Che.

Ernesto Guevara è un uomo di origini argentine, vive in una famiglia agiata. Da ragazzo ha la fortuna di poter viaggiare per il Sudamerica e nei suoi viaggi vede in che condizioni vive la gente povera, in che modo viene sfruttata e sopratutto sente su di sé gli schiaffi che ogni giorno devono prendere quei poveretti per riuscire a vivere. La sua vita cambia quando conosce un avvocato cubano di nome Fidel, esiliato da Cuba perché si è ribellato al dittatore. Insieme decidono di fare la rivoluzione, con 82 uomini arrivano a Cuba in barca. Il dittatore sapeva del loro arrivo, cosi li accolse con una bella dose di piombo. Sopravvivono all'attacco soltanto 12 uomini, tra di essi il Che e Fidel. Si recano su un monte chiamato Sierra Maestra  e lì creano un accampamento base dove fondano una scuola dove l'insegnante è Ernesto e una stazione radio chiamata radio Ribelle. Ogni giorno centinaia di cubani si arruolano per combattere contro questa dittatura che sta asfissiando il paese. Dopo ogni battaglia il Che faceva una lista dei feriti, dai più gravi ai meno gravi, non gli importava il colore dell'uniforme, non ce l'aveva con i soldati, ma soltanto con il governo corrotto. Quasi tutti i prigionieri fatti dai rivoluzionari durante le battaglie, si arruolano contro la dittatura. Ci vollero 2 anni prima di liberare l'isola dalle ingiustizie, ma molti altri paesi non erano ancora liberi. Il Che partecipò a molte battaglie, la sua ultima fu in Bolivia dove morì il 9 ottobre 1967.

Tornando alla vita di Cesare,varriva il giorno in cui il nonno deve sottoporsi ad una operazione al cuore e a fianco a lui ci sono i genitori di Cesare, mentre il ragazzo e sua sorella rimangono a casa. Quando il padre scende dalla macchina con le lacrime agli occhi, Cesare capisce subito che suo nonno non c'è più. Nei 10 anni successivi alla morte del nonno, Cesare si mise insieme a Blanca. Il ragazzo spesso faceva visita al cimitero, come Riccardo faceva visita a Rebecca (la sua seconda moglie) e per tenerle compagnia, faceva rimbalzare sul granito delle palline da ping pong per centrare il vaso di fiori sulla tomba, cosi tante volte che davanti al loculo di Rebecca c'era un alone sul granito. Cesare allo stesso modo del nonno, ha fatto rimbalzare per tutti questi anni quelle palline, creando un alone davanti al loculo di Riccardo.

Prima di andarsene dal camposanto Cesare citò una poesia del Che: ”Quando saremo fuori dal cimitero la bacerò lentamente, io che sono una colomba”.

 

 

SI PUO' ESSERE DURI

SENZA PERDERE LA TENEREZZA

 

SI PUO ESSERE INNAMORATI E RIVOLUZIONARI

PERCHE'

L'AMORE E' LA PIU' SPIETATA DELLE RIVOLUZIONI

 

 

MESSAGGIO DELL'AUTORE: Ogni idea e anche la migliore deve essere sempre proposta e mai imposta e che non ci possa essere libertà di popolo se anche un individuo non può pensare, scrivere, dire ciò che vuole.

 

 

GIUDIZIO: Il libro mi è piaciuto molto. Io sono una persona che non legge molto, ma questo libro mi ha tenuto incollato alla storia dalla prima all'ultima pagina e mi ha anche emozionato. Lo consiglio caldamente a tutti.

 

 

 

DIEGO MANARA 3D