ll romanzo è ambientato nell'epoca vittoriana e ha come protagonista Faith, una ragazza molto sveglia e curiosa con una particolare passione per la scienza condivisa col padre, lo stimato paleontologo Sunderly. La ragazza però è stata da sempre abituata a nascondere questo lato di sé così ardente e acuto non adatto ad una signorina per bene dell'epoca. Tutto cambia con l'improvvisa e misteriosa morte del padre. Faith affamata di sapere comincia la sua ricerca della verità venendo a scoprire dell'esistenza di un albero incredibile che si nutre di bugie per dar vita a frutti magici capaci di rivelare oscuri segreti. Faith, fin da quando era una bambina ha sempre dovuto nascondere, dietro una maschera costruita di innocenza e timidezza, quella che era veramente. La sua intelligenza pungente, l'ardente voglia di scoprire il mondo e celare misteri vengono nascosti dietro corsetti estremamente stretti e abiti troppo scomodi. Un po' come si fa con la polvere quando non si ha voglia di pulire, la si sposta sotto il tappeto. Perché è questo ciò che fa la società di quel tempo, nasconde la genialità e le menti acute se appartenenti al genere femminile, rendendole agli occhi di tutti inferiori e inutili. Non solo i loro pensieri e le loro idee vengono sminuite ma addirittura la donna viene considerata un essere inferiore, un peso, un debito inestinguibile. Secondo la mentalità dell'epoca, infatti, ognuno di noi entra in questa vita con un debito. Il figlio maschio, si dice possa ripagarlo imponendosi agli occhi del mondo grazie alle sue scoperte scientifiche, le sue imprese militari, le sue azioni in Parlamento o in Chiesa, la donna invece, in quanto tale, non potrà mai estinguere questo cosiddetto debito. Sarà solo e soltanto un peso, un buco nel borsellino e l'unica cosa che potrà fare per evitare di acuire questo credito è camminare per i sentieri del dovere, della gratitudine e della sottomissione. È inutile dire che a tutti noi sembra di vivere in un'epoca ben lontana da questi ideali. La verità è che siamo molto più vicini a questi pensieri di quanto non pensiamo. Sembra assurdo dirlo e ancora più assurdo è scriverlo, ma questa lotta al cambiamento della condizione riguardante la donna, che in questo romanzo trovo sia la protagonista, non è ancora finita, perché ci sono ancora milioni di donne la fuori ma anche qui cui sono negati diritti propri innegabili. Proprio per questo trovo che nel mondo tuttora serva una mente aperta, acuta, sensibile e intelligente, insomma un po' un'eroina (come la nostra Faith) che si distingua dalla massa e cominci a seguire e realizzare quello che il cuore le dice indipendentemente dalla sua condizione. L'albero delle bugie, di Frances Hardinge ho trovato che sia un libro intenso. Non riesco a descriverlo con una parola sola, perché qualsiasi aggettivo usassi non esprimerebbe appieno come mi sono sentita mentre lo leggevo. L'ho trovato intrigante e dinamico, pieno colpi di scena insomma. L'autrice, infatti, ci fornirà delle briciole a ogni pagina, che non saranno mai troppe né troppo poche. Non ci verrà mai svelato nulla di clamoroso tutto in una volta, ma piano piano e non appena saremo sicuri di quello che crediamo, succederà qualcosa per cui dovremmo di nuovo cambiare idea. Il che può sembrare banale, un finale a sorpresa, cosa vuoi che sia, e invece è difficile rendere un libro interessante e con una fine poco scontata e renderlo comunque coerente. L'ho trovato appassionante perché la lettura incalza meglio di una scarpa col calzascarpe. L'ho trovato coinvolgente perché mi sono rispecchiata molto nel personaggio protagonista, vivendo attraverso di lei le sue avventure e calandomi nella vicenda misteriosa, assaporandomi ogni pagina. Insomma l'ho trovato semplicemente geniale. L'intreccio delle storie, il linguaggio ricercato ma comprensibile, la struttura fuori dagli schemi, l'accuratezza nei dettagli, il testo dinamico e vivo, il messaggio profondo che la scrittrice vuole dare, continui colpi di scena e soprattutto continue rivelazioni hanno reso il testo una delizia.