Trascorrere la propria settimana bianca in una cantina, lontano da tutto e da tutti, circondato da videogames e cibo.

Una settimana di pura libertà.

E’ questa la folle idea di Lorenzo, un quattordicenne asociale e scontroso: fingere di andare in montagna con gli amici,  con lo scopo invece di nascondersi e rilassarsi in solitudine.

Tutto sembra funzionare: i genitori ci cascano, lui è soddisfatto.

Niente lo preoccupa, o quasi.

Perché un giorno, all’improvviso, piomba nel suo bunker sotterraneo la sua sorellastra Olivia, pronta a sconvolgere il piano perfetto.

All’inizio la presenza della ragazza sembra un disturbo, ma poi …

 

Un libro semplice, intuitivo, ma profondo, che fa riflettere sia sulla personalità ed i problemi di Lorenzo e di Olivia, sia sul rapporto fra adolescenti, amici e famiglia.

Un libro, inoltre, capace di mostrare anche aspetti negativi e pericolosi della società moderna, come la droga, soprattutto nel finale, in cui si viene a sapere, a distanza di anni, il destino della sorellastra del protagonista.

Un libro ironico, sottile, sincero che mostra efficacemente la realtà dell’adolescenza, di un ragazzino solo,   e di grandi problemi del mondo odierno.

Un libro senza filtri, onesto, ma nel finale secco, asciutto: poche semplici righe, un necrologio.

Come sarà passare una settimana da soli, circondati da tutto ciò che si vuole, senza nessuno che ti dica cosa fare? Come si può vivere felicemente in una cantina? Si può essere improvvisamente turbati dall’arrivo di un membro della propria famiglia, ovvero la propria sorellastra? Può diventare un’insidia per il proprio piano di tranquillità? Come cambia la prospettiva quando ci si rende conto che uno dei nostri cari sta male? Come cambia la prospettiva quando ci si rende conto che uno dei nostri cari sta male a causa di un male, diciamo, che crea dipendenza? Come si può uscire dal vortice della droga? Ma soprattutto, ne si può uscire?

Le riflessioni in questo libro, Io e te, storia di due fratellastri che, per motivi diversi, devono combattere contro qualcosa.

Contro sé stessi o contro qualcos’altro.

Sapendo che almeno uno si arrenderà.