Una macchina, in panne, un giorno all’improvviso, sul far della sera.

La vita di Alfredo Traps, viaggiatore di commercio nel settore tessile, cambia proprio così, per colpa della sua Studebaker rossa. Non avendo altre possibilità se non quella di raggiungere la stazione a mezz’ora a piedi, il protagonista decide di fermarsi presso la casa di un ex giudice in pensione, che gentilmente gli offre ospitalità.

E gli propone un gioco.

Un gioco da affrontare con altri suoi amici, sempre ex uomini di legge, ovvero il pubblico ministero Zorn, l’avvocato difensore Kummer e con l’aggiunta dell’oste della trattoria “Al bove”, signor Pilet.

Un gioco semplice, ma dal ritmo trascinante.

Si tratta di imitare una vera e propria udienza di tribunale, con tanto di interrogatorio, difesa, pena e condanna ed ovviamente con un colpevole, lo stesso Traps, il quale però pensa di non aver commesso alcun delitto.

Pensa, perché, attraverso le astute domande del pubblico ministero durante la cena/processo a base di ottime pietanze ed alto tasso alcolemico, lo sciagurato Alfredo si renderà conto di non essersi, volontariamente o involontariamente, accorto che…

 

Un libro dal ritmo incalzante, in parte ironico, ricco di parole “difficili” ed antiquate, che riesce a divertire ed angosciare il lettore, che rimane sorpreso dall’incredibile finale.

Un libro capace di mostrare le diverse facce di una stessa medaglia, le diverse facce di una cena/processo apparentemente tranquilla e divertente, che pian piano finisce per non essere più un solo, semplice ed innocuo gioco.

Un libro, dunque, che fa riflettere su come ogni cosa nasconda un lato oscuro e su come eventi apparentemente inoffensivi o piccoli/grandi segreti del nostro passato possano in realtà causare fatti imprevisti oppure astutamente calcolati… tutto attraverso gli occhi di un viaggiatore di commercio ubriaco, circondato da altrettanto “allegri” personaggi, il cui unico scopo è divertirsi…

Quanto può contare il passato? Può un semplice interrogatorio aprire gli occhi o farli chiudere per sempre? Si può un giorno, tra un bicchiere di vino e l’altro, una pietanza e l’altra, scoprire di essere un assassino? O un criminale? Può essere questo un cambiamento nelle nostre vite? Ci si può addormentare ubriachi, soddisfatti ed orgogliosi di aver causato la morte di qualcuno? Può una mente deviata e distorta dall’alcol portare alla distruzione? E’ necessario, a volte, chiedersi se è solo un gioco?

Tutte le risposte in questo libro, La panne, storia di un assassino che non pensava di esserlo e storia di “… quella giustizia che, durante la sua vita nel ramo tessile, credeva fosse soltanto astratta cavillosità vessatoria e che ora invece saliva come un immane, inconcepibile sole sul suo limitato orizzonte…”.