Questo libro l’abbiamo letto a scuola e visto a teatro;  raccontato da un narratore che si chiama Luigi d’Elia e che interpretava i tre personaggi della storia: Caterina, Andrea e Arturo.

Arturo era insicuro di sé e infatti balbettava.

Un giorno uscì e andò nella palude vicino al mare e trovò un bambino di nome Andrea che era molto solitario.

Dopo un paio di giorni Arturo vide Andrea sulla spiaggia a raccogliere della legna venuta dal mare per costruire un fortino acquatico, per vedere gli uccelli da vicino. E cominciò ad aiutarlo.

Alla fine Arturo smise di balbettare e davanti a sé si trovò un barbagianni di quasi due metri.

Arturo chiamò Andrea, ma Andrea era scomparso con il vento.

Allora Arturo chiamò la sua amica Caterina e le disse che nella palude aveva visto un barbagianni enorme.

Insieme andarono alla palude e Caterina disse:_ Te lo sarai sognato!

Ma poi lo vide e ci parlò, ma non volle dire ad Arturo cosa si erano detti.

Allora per me Andrea è il barbagianni e ha detto a Caterina:_ Lui è il mio migliore amico.

A me in fondo è piaciuto il racconto, anche se il finale è un po’ misterioso.