Il Labirinto, primo libro della saga di Maze Runner, mi ha permesso di conoscere la scrittura di James Dashner, scrittore che mi ha fatto immedesimare nel protagonista: Thomas.

Il giovane si trova in una scatola buia, non vede niente, ma  ad un certo punto il buio si trasforma in luce: la scatola è stata aperta. Subito, il nuovo arrivato, si trova a fare i conti con tanti occhi estranei, tutti ragazzi tra i 13 e i 18 anni. La sua memoria è vuota come il suo sguardo; ricorda solo il suo nome. Successivamente, Thomas scopre che si trova nella Radura: un mondo sconosciuto, irreale, affascinante che per lui rappresenta una prigione, circondata dal “Labirinto”. Questo ambiente è un luogo indecifrabile, in continua evoluzione, senza uscita, da cui mai nessuno ne è uscito vivo, poiché al suo interno si trovano esseri violenti e pericolosi, per metà animale e per metà macchina: i Dolenti. Chi avrebbe potuto creare degli esseri così inquietanti e rivoltanti? Visto che queste creature sono attive di notte, la Radura è circondata da enormi muri di pietra, i quali si chiudono nelle ore notturne per proteggere i ragazzi. I Radunai, gli abitanti di quell’oscuro luogo, sono presenti da due anni, la loro comunità è scandita da ruoli specifici per ognuno di loro. Il protagonista sente la necessità, anche se non sa come, di diventare un Velocista, cioè una persona che lavora nel Labirinto per fare delle mappe e per tentare di uscire da quel maledetto mondo. Thomas, in questa avventura, cerca di ritrovare la memoria persa, ma ogni volta che vede qualcosa di familiare, non sa disporlo in un determinato posto della sua mente. Il giorno dopo l’arrivo di Thomas, nella scatola buia si presenta una ragazza; non è mai successo prima! Insieme a lei c’è un messaggio: LA FINE STA ARRIVANDO.

Dal mio punto di vista, il romanzo è stato fin dall’inizio avvincente, anche se la prima parte mi ha leggermente annoiato, perché la trama non si era ancora ben delineata. Lo scrittore mi ha trasportato nei luoghi della Radura, grazie alle attente e dettagliate descrizione e nei pensieri di Thomas, molto precisi e intensi. “Il Labirinto” lo consiglierei a tutti gli amanti della fantascienza e dell’avventura. La scrittura è molto scorrevole e diretta, abbastanza semplice da interpretare. Dal libro è stato tratto l’omonimo film, una versione ancora più avventurosa e fantastica del romanzo, che andrò sicuramente a vedere appena uscirà nelle sale italiane.