Questo libro narra la storia di due fratelli, Joseph e Maurice,  strappati alla loro famiglia da un guerra troppo ingiusta per essere vera. Sto parlando della Seconda Guerra Mondiale,una guerra che non si è fatta scrupoli neanche davanti a bambini, anziani, disabili e tutto questo per una stupida concezione di “razza”. Infatti la famiglia Joffo è ebrea come del resto tutte le oltre 900 000 vittime dell’olocausto. Nel libro, scritto personalmente da un dei due fratelli, cioè Joseph, viene descritta la loro vita durante il periodo della guerra, tra treni, partenze, lacrime e soprattutto la paura di morire, una paura che non dovrebbe appartenere a dei bambini di 9 e 10 anni.

Questo racconto mi è piaciuto  molto perché ti mette davanti a una realtà che molto spesso viene dimenticata. Leggendo questa storia si potrebbe pensare che l’autore sia un uomo pieno di fantasia e immaginazione e che, mescolando il tutto con un po’ di terrore, ha creato una libro tra l’avventura e il thriller. Invece, l’amara verità, è che tutto questo è successo davvero e che spesso non ce ne rendiamo conto. Apprezzo tanto l’autore che è stato disposto a rievocare il suo dolore e la sua paura. Il personaggio che mi è piaciuto di più è Joseph un bambino cresciuto troppo presto così come suo fratello Maurice. E’ un bimbo dolce e sensibile che invece di giocare a nascondino con gli altri bambini,  gioca a nascondino con i tedeschi che, se avessero saputo che era ebreo, l’avrebbero ucciso. Mi ha fatto emozionare, commuovere e riflettere perché mi sono resa conto di quanto sono fortunata. Trovo inconcepibile che degli uomini abbiano potuto pensare e fare cose del genere, che abbiano potuto spezzare intere famiglie e riempire il loro  cuore di lacrime e tristezza. Credo che al giorno d’oggi si rischia di dimenticare tutto e quindi la domanda che si fa l’autore e quella che dovremmo farci noi è : “Non accadrà mai più?”. Io penso e spero che non succederà più una cosa del genere ma credo che per fare questo bisogna usare la memoria perché solo se conosciamo gli errori del passato, possiamo imparare da essi e non ripeterli.

Infine vorrei citare le parole che mi hanno fatto più riflettere e commuovere che sono state dette da Joseph in uno dei momenti più tristi e drammatici della loro storia:

“Nella notte senza luce, nelle strade deserte dell’ora in cui stava per ricominciare il coprifuoco, sparimmo nelle tenebre.

Era finita con l’infanzia.”