Anna Frank è una ragazza di origine ebrea, nata in Germania nel 1929 che, a causa delle persecuzioni razziali del governo di Hitler, si trasferisce ad Amsterdam con la famiglia; in questa città però, non più sicura per loro dopo l'occupazione tedesca, Anna deve nascondersi in un alloggio segreto, al centro della città anche se camuffato; insieme a lei ci sono i suoi genitori, la sorella Margot, e un'altra famiglia di amici dei genitori, con un figlio più o meno coetaneo di Anna. A queste persone si aggiunge in seguito, un altro amico adulto, il dentista Dussel.

Anna, dal carattere solare e brillante, aveva ricevuto in dono per il suo dodicesimo compleanno un diario dove scrivere i suoi pensieri, le sue emozioni e le sue riflessioni e lei aveva immaginato di scrivere a un'amica, da lei chiamata Kitty.

Queste lettere all'amica immaginaria ci portano quindi dentro il mondo di Anna, che viene rappresentato sia in modo più esteriore nella parte iniziale, quando la ragazzina vive in libertà, sia in modo molto profondo nel resto del “Diario”, scritto quando Anna è costretta a vivere nascosta nell'”alloggio segreto”, privata della libertà.

Infatti gli unici contatti che lei e gli altri rifugiati in queste stanze possono avere sono quelli fra di loro, spesso conflittuali, e con alcuni pochissimi amici fidati, che portano loro cibo, materiali e notizie dall'esterno.

In questo ambiente soffocante Anna cresce, scoprendo se stessa e i propri desideri, affermando sempre più la propria ricca personalità, e vivendo anche una particolare amicizia con il suo coetaneo Peter.

Tutti i suoi sogni e le sue speranze per la vita dopo la fine della guerra si infrangono però brutalmente, perché la polizia tedesca fa irruzione nell'alloggio segreto, e tutti i suoi abitanti sono deportati in campo di sterminio; infatti Anna, che nell'ultima pagina scrive:”Gli abitanti dell'alloggio segreto non si sono salvati”, morirà nel 1945 nel campo di Bergen Belsen di tifo come la sorella, pochi giorni prima della liberazione del campo.

Sarà il padre di Anna, unico superstite della famiglia, a pubblicare il diario della figlia che era stato ritrovato nella casa dopo la fine della guerra.

Nonostante l'eccezionalità dello stato in cui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, Anna è una ragazza come tante e ci si può immedesimare in lei in tutti i suoi pregi e i suoi difetti.

Trovo a mio parere che Anna sia una ragazza piena di umanità e con grande forza di volontà; ho provato a immaginarmi un mondo così nascosto e vuoto, ho capito che fare finta di niente e sorridere non sarebbe stato facile.

Mi sarebbe piaciuto conoscerla, avere un rapporto di amicizia stretto, d'altronde a lei piaceva scrivere come a me, infatti il suo sogno era quello di diventare scrittrice e sono felice che in parte ci sia riuscita.

 

 

 

Anna Chiara Galli - IC9