Alessandro Giannerini, classe 3B, scuola il Guercino, Bologna

Il dottor Watson, intelligente scienziato che ha partecipato alla guerra in Afghanistan, arriva a Londra e cerca un posto dove vivere, ed è qui, che incontra il brillante investigatore Sherlock Holmes, disposto a convivere con lui. Subito Watson si rende conto delle grandi doti intellettuali del suo coinquilino e compagno di avventure, doti che si riconfermeranno in seguito. I due comprano un appartamento a Becker Street ed iniziano a convivere; un poco dopo, però, i due scoprono di un omicidio avvenuto la sera prima e Watson istiga Holmes a partecipare alle indagini. I due riusciranno ad arrivare in fondo a questa faccenda?

È questa la trama del libro “Uno studio in rosso”, romanzo scritto da Arthur Conan Doyle e pubblicato nel 1887. È un libro molto bello ed interessante, è suddiviso in due parti: una è narrata attraverso i racconti scritti nel diario del dottor Watson (dove appunto narra lui in prima persona) e parla dell’incontro con Holmes e dell’indagine; l’altra, è narrata in terza persona da un narratore esterno che racconta il motivo per cui l’assassino ha commesso l’omicidio. La parte che mi è piaciuta di più di questo libro è quella in cui Holmes, dopo aver studiato accuratamente la scena del delitto, esce di scena dicendo ai due investigatori