Fu una partita alla buona, con un groviglio di quattro o cinque giocatori che rincorrevano un pallone di pelle. Nonostante il caos generale non ci fu mai partita più regolare di quella.”

Tutti conosciamo la “Grande Guerra”, sia per i racconti dei propri parenti, sia perché l’abbiamo studiata a scuola, ma non tutti conoscono il fatto che successe il 25 Dicembre1914, narrato nel romanzo che sto recensendo: “La notte in cui la guerra si fermò”, un romanzo storico-realistico che narra la storia, attraverso la narrazione dello stesso protagonista da anziano, di Jack Loveless ed Harry Newell, due ragazzi di Porthmouth, in Inghilterra, amanti del calcio, partiti per proteggere la patria al fronte occidentale contro le armate tedesche.

Lì i due ragazzi capiscono ben presto la mostruosità della guerra, della quale assistono la tregua per una notte, quella di Natale, ritrovandosi insieme ai loro nemici tedeschi per festeggiare assieme, abbattendo i muri che le continue battaglie avevano costruito tra di loro e godendosi una bella partita a calcio, tutti uniti, animati solo dallo spirito sportivo e dalla voglia di staccare dalla continua rivalità che la guerra imponeva tra i due schieramenti.

Questo penso che sia un romanzo dalle forti emozioni e si capisce in tutto il racconto la voglia di Riordan di far si che le persone non si dimentichino mai questo avvenimento, che dimostra che anche nei momenti più bui i sentimenti umani sono qualcosa che può portare un fascio di luce, una speranza per un futuro migliore. Attraverso il modo di scrivere dell’autore, veloce e conciso ma anche forte e profondo, ogni lettore riesce ad entrare nella storia narrata e percepire la dura e crudele realtà della guerra.

Personalmente sono riuscita a capire a fondo la storia, creando una specie di legame di empatia con il protagonista, Jack, cosa che mi succede raramente e che considero la conferma della bellezza realistica di questo libro.

Ho apprezzato questo romanzo per la sua onestà riguardante temi forti e lo consiglierei a tutte le persone che hanno voglia di comprendere la vita di un soldato in guerra, a tutte quelle persone, sia adulte che non, che sono pronte a osservare in modo interno la cruenta guerra, per non ripetere più sbagli simili nel loro presente e nel loro futuro.

La notte in cui la guerra si fermò” ci fa capire nel modo più semplice e vero possibile che l’importante non è dimenticare ma ricordare tutte le cose che i nostri predecessori hanno sbagliato e imparare dai loro errori.

 

Perri Sofia IC9 "Il Guercino" 3^B