Il libro è stato pubblicato dalla Mondadori nel 2014 per il centesimo anniversario della Prima Guerra Mondiale: esso racconta la storia di Jack e Harry, amanti del calcio, che nel 1914, allo scoppio della guerra decidono di arruolarsi, partire per la Francia e combattere contro i tedeschi nella trincea del fronte. Loro, ignari di cos’è veramente la guerra, sono entusiasti. Questo sentimento penso sia comune a tanti giovani che anche ai giorni nostri non hanno ben chiaro quale e come sia il reale contesto pratico e quotidiano di una guerra. In trincea invece, i due ragazzi capiscono veramente come dovranno vivere per molto tempo, costantemente in combattimento con la paura di morire, vivendo ogni singolo giorno nel fango tra pulci, topi e cadaveri e con poco cibo. Nella Vigilia di Natale, però, i soldati tedeschi e inglesi cominciano a cantare canzoni insieme e il giorno dopo, stanchi di farsi la guerra, si uniscono per fare una partita di calcio e scambiarsi regali. Mi ha colpito come in questo libro siano raccontate l’ingiustizia e l’inutilità della guerra, attraverso fatti veri, ad esempio gli ufficiali al potere volevano la guerra ma non combattevano, mandavano dei ragazzi di 17-18 anni a rischiare per la propria vita dicendo loro bugie, quali che la guerra era una cosa bella, che li faceva diventare eroi e veri uomini e, soprattutto, che nelle trincee sarebbero stati bene, come a casa, così da convincere i ragazzi ad arruolarsi. Inoltre l’autore valorizza molti valori, come l’amicizia, la solidarietà anche tra nemici, gli affetti, la famiglia, la fiducia e il coraggio dei giovani ragazzi. E’ un libro molto bello e significativo perché parla di eventi storici, purtroppo, accaduti. Poi Riordan, in modo indiretto, dice la sua opinione su alcune cose, ad esempio sul comportamento degli ufficiali; certe volte inoltre usa gruppi di parole brevi e significative divisi da segni di punteggiatura forti, così da far avere al lettore un’immagine di cosa stia succedendo ai personaggi attraverso una sintassi incisiva. Consiglio molto questo libro perché fa riflettere voi giovani su fatti da non dimenticare, per non ripeterli.

Benni Elisa IC9 "Il Guercino" 3B