GAIA CAPUTI IIIA IC CASTIGLIONE-CAMUGNANO-SAN BENEDETTO

Il diario di Anna Frank” è il racconto autobiografico di una bambina, che per il suo tredicesimo compleanno riceve  un diario che diventerà il suo compagno di vita. Anna, infatti, inizia a scriverci la sua storia. Anna Frank  è una ragazza ebrea che, nel 1942, per sfuggire alla persecuzione  nazista, assieme alla famiglia, scappa dalla Germania e si rifugia ad Amsterdam . Anna è sola, senza nessuno della sua età con cui parlare e si sfoga scrivendo nel suo diario  a un’amica immaginaria, Kitty, a cui racconta i suoi pensieri più intimi. La guerra intanto continua e quando i tedeschi arrivano in Olanda, Anna, con la sua famiglia, è costretta a nascondersi  in un posto segreto, sopra una fabbrica di proprietà del padre. Alla sua famiglia si aggiungono altri rifugiati e Anna sul suo diario comincia a annotare tutto quello che avviene attorno a lei ,il peso delle giornate senza fine e soprattutto  le sue  paure :  non solo  quella per la guerra, ma soprattutto, quella di essere scoperti e arrestati, per finire al terrore più grande, quello di morire . Ma nel  diario si raccontano anche altre situazioni, come il sentimento, del tutto nuovo, che Anna  prova verso Peter, uno degli altri abitanti del nascondiglio,  che ci ricordano che la protagonista è una  bambina  di tredici anni, comunque alla ricerca di un po'  di normalità. Nel 1944 il Ministro dell’Educazione olandese annuncia alla radio la sua intenzione di pubblicare le testimonianze del suo popolo, e Anna, ormai quindicenne, che da sempre desidera diventare una scrittrice, si convince che alla fine della guerra il suo diario possa diventare realmente un libro. In quello stesso anno, in seguito a una segnalazione, la polizia tedesca scopre il rifugio di Anna e della sua famiglia ; i Frank vengono  arrestati   e portati nei campi di concentramento, Anna, separata dai genitori viene mandata prima ad Auschwitz, poi a Bergen- Belsen, dove, nel marzo del 1945, muore di tifo. Il libro mi è molto piaciuto, anche perchè racconta il punto di vista di una ragazzina che, all'epoca dei fatti, aveva più  o meno la mia età. E' un romanzo che penso che tutti dovrebbero leggere ; la semplicità del linguaggio è. secondo me,  la sua migliore qualità .Le follie e le atrocità del regime nazista, raccontate dalla voce di una adolescente, sembrano ancora più vere  e crudeli.