Michele, per stare piu' vicino al padre che lavora per l'ONU, si trasferisce a Kabul per un periodo di tempo limitato. Un giorno Michele chiede al padre di andare in spedizione con lui e la sua squadra, così lui accetta anche se incerto. Arrivati sul posto Michele si avvicina ad una delle tante bancarelle, gestita da un'attraente ragazza e così si distacca dal gruppo delle forze ONU non seguendo le regole date dal padre. Succede tutto in una frazione di secondo, un'esplosione colpisce il villaggio e Michele, insieme alla ragazza della bancarella, Jamila, e ad un ragazzo trovatosi lì per cercare lavoro, Khaled, si ritrova ad affrontare l'avventura che segnerà le loro vite. Questo libro mi ha davvero colpita. Dall'aspetto esteriore non avrei mai detto una cosa del genere. Una storia davvero appassionante che fa capire il senso dell'amore, dell'amicizia e della giustizia. Fa capire come la vita possa essere imprevedibile ma, allo stesso tempo, magnifica e infatti si può notare come dopo 13 anni essi si siano ritrovati, riconosciuti e riuniti. Penso che il loro sia davvero un rapporto speciale. Un altro dei punti che mi hanno colpito è stato il fatto che questo libro faccia capire il valore delle cose attraverso i personaggi. Khaled non aveva mai visto delle scarpe da ginnastica, Jamila vendeva oggetti che non si sarebbe mai potuta permettere mentre Michele aveva tutto e chiedeva altro senza preoccuparsene. Michele era rimasto allibito vedendo la casa in cui viveva Jamila e a quanta strada doveva fare per arrivarci. Questo libro fa capire il senso dell'aiuto e della fratellanza inoltre si percepisce un magnifico legame. Un libro che mi rimarrà sicuramente nel cuore.