Iris Ferrari non è una scrittrice ma è diventata famosa grazie ai social network e ha deciso di scrivere una biografia, intitolata “Una di voi”. Sono rimasta colpita dal linguaggio chiaro e scorrevole che utilizza; penso che non tutte le ragazze di quindici anni abbiano la stessa abilità. La protagonista, e anche scrittrice, Iris Ferrari è nata il 15 febbraio 2003, ha i capelli ricci e castani e gli occhi marroni, anche se a prima vista non si direbbe è molto timida, introversa e molto sensibile; ama i cani infatti ne ha uno di nome Perla,  nome scelto da sua madre che si è ispirata alla canzone di Biagio Antonacci: “Iris”.

“Ciao, unicorni”, per lei è iniziato tutto con questa frase, un sogno bellissimo, che non vorrebbe finisse mai. Nel libro Iris racconta in maniera sincera e trasparente, le sue paure e i suoi timori, ma anche le sue aspirazioni e di come per combattere la sua timidezza abbia deciso di utilizzare questi nuovi strumenti, i social, a suo favore, riuscendo a creare in poco tempo un gruppo di followers molto ampio.

Quando era molto piccola, per vergogna, non parlava con nessuno, eccetto con sua mamma e i suoi nonni, la frase che si sentiva dire frequentemente era: “Ce l’hai la lingua?”. Lei ovviamente non rispondeva e aspettava che rispondesse sua mamma al posto suo, d’altronde reagiva così a tutte le domande che le facevano. Sua mamma, Roberta Ferrari, ha saputo superare ogni ostacolo con un sorriso, lei è sempre stata sincera e comprensiva con Iris, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Nel libro racconta anche dei suoi nonni, i suoi angeli protettori, lei gli ha voluto molto bene e gliene vuole ancora oggi, sua nonna era come una sua amica, giocava spesso con lei: si inventavano storie con le Barbie, si divertivano molto a giocare a nascondino, disegnavano e ballavano; per lei stare con i suoi nonni era come una botta di vita, perché sua mamma non aveva molto tempo per giocare insieme a lei e non aveva così tanta fantasia quanta ne aveva sua nonna. Suo nonno era un uomo intelligentissimo, sapeva qualsiasi formula matematica o avvenimento storico e inoltre era abile nei lavori manuali, per esempio riparare oggetti. Iris ha appreso molto dai suoi nonni e ha capito l’importanza dei momenti felici e belli e che ogni cosa è risolvibile, ad eccezione della morte; infatti il suo motto è passato da: “Non alzare mai la mano in classe perché se sbagli poi tutti ti prenderanno in giro” a: “Nulla è impossibile!”

La parte che mi ha sorpreso di più è stata quella in cui spiega di aver subito atti di bullismo e pure di cyberbullismo, non sono affatto esperienze piacevoli da provare, soprattutto quando a farti male è una che consideri tua “amica”. Iris racconta che da piccola era leggermente paffutella, una volta al mare aveva legato molto con una certa Rosa che per gelosia della sua simpatia, creò un gruppo su WhatsApp chiamato “Iris obesa”. Iris si sentì offesa e anche esclusa, lei e sua mamma andarono a parlare con la mamma di Rosa e le cose si risolsero ma non fu affatto piacevole provare quelle sensazioni.

E’ un libro molto bello che piacerebbe di sicuro a una fan di Iris Ferrari, come me, mi ha conquistato e in alcune parti mi ha anche commosso. Lo consiglierei ai ragazzi e ragazze cui piace Iris Ferrari e che vogliono saperne di più su di lei.