Viki è un bambino albanese che con sua sorella Brunilda e sua mamma decide di lasciare la loro terra d’origine (l’Albania) per raggiungere il papà emigrato e clandestino in Italia. Viki, Brunilda e la loro mamma per arrivare in Italia attraversano il Mar Adriatico con un gommone con altre persone a bordo, guidato da due uomini. Il viaggio è molto pauroso e turbolento in balia del mare. In quell’orribile notte, Viki crede che siano morte due persone, tra cui uno dei due uomini addetti al gommone e una donna, che non sapevano nuotare. Appena sbarcati Viki e la sua famiglia sono ospitati da una famiglia di anziani che li portano alla stazione dei treni di Bari per fargli prendere il treno per Milano.
Viki a Milano vive in una baracca di legno con la sua famiglia, i suoi zii e il terrore che la polizia li scopra e che li rispedisca in Albania, come è già successo una volta a suo padre, che fa e faceva il muratore. Il terrore per la famiglia è più forte che mai quando una sera arriva la polizia. Ma gli zii li avvertono e gli dicono di nascondersi; alla fine si riescono a salvare. Ma nonostante la casa molto scomoda e la paura, Viki va a scuola, dove impara l’italiano e interagisce con i suoi nuovi compagni.

Quando anche sua mamma ha ricevuto il permesso di soggiorno in Italia e lavora , si trasferiscono in un paese appena fuori Milano in una vera casa.E’ un libro semplice e che mi è piaciuto perché non sai mai come andrà a finire. Esso ci racconta come arrivano gli immigrati in Italia e aiuta a farci capire come vengono trattati. Questo libro mi è piaciuto molto per il modo di scrivere dell’autore e per la suspense.