Il diario segreto di Adrian Mole racconta tante vicende di un ragazzo, Adrian, di 13 anni e ¾, per un anno.Adrian è un ragazzo buffo, non tanto fortunato, abita in Inghilterra ed è figlio di irlandesi. I suoi genitori non vanno tanto d'accordo, infatti la mamma a un certo punto decide di andarsene insieme a Lucas, il vicino di casa, anche lui separato da poco. Alla fine i genitori decideranno di tornare insieme.

Intanto Adrian vive la sua vita, a scuola, con il suo migliore amico, Nigel, e la bellissima Pandora, di cui lui si innamora, ma che all'inizio non lo ricambia, anzi, a lei piace Nigel.

Intanto un compagno prepotente lo ricatta, e vuole da lui dei soldi, che Adrian non ha, anche perchè il padre rimane senza lavoro e quindi senza soldi.

Il problema del bullo si risolve grazie all'intervento della nonna di Adrian. La nonna prepara sempre per lui delle cose buone e spesso si occupa del loro cane. Successivamente Pandora e Nigel si lasciano, così Adrian ritrova il suo amico, da cui si era allontanato, e anche una fidanzata (nonostante i suoi brufoli).

Durante l'anno scolastico, attraverso la scuola, Adrian , prima da solo e poi assieme a Pandora, fa volontariato andando ad aiutare un anziano, Bert Baxten, un personaggio di 89 anni che sembrava un tranquillo vecchietto ma si è rivelato “originale”. Bert un giorno si sente male, lo portano in ospedale con l'ambulanza, così i servizi sociali decisero di mandarlo in casa di riposo. Lì Bert conosce una vecchietta che gli piace, tanto da chiederle di sposarlo. E così faranno.

Assieme a tutti questi personaggi accadono molte vicende, alcune divertenti, altre drammatiche, ma Adrian cerca di vivere tutto con ironia, e alla fine le cose si risolvono.


Il libro è scritto in forma di diario, con un linguaggio scorrevole e divertente. Racconta di cose che potrebbero essere vissute da ragazzi della nostra età, anche se è ambientato in Inghilterra ed è stato scritto nel 1982 (35 anni fa!).


Il libro mi è piaciuto, è divertente anche perchè mi piace conoscere la vita di altre persone, anche se forse io avrei avuto reazioni diverse. È stato facile leggerlo perchè è scritto in modo scorrevole.


Elena Giannessi, classe 3C, scuola Secondaria di I grado, IC Borgonuovo