Questo romanzo è stato scritto da Harper Lee che è nata in Alabama nel 1926. Lavorava a New York per una compagnia aerea, ma quando una sua cara amica le consiglia di mettere per iscritto i racconti che lei le consiglia della sua infanzia, abbandona il lavoro per scrivere un suo libro: nasce così “Il buio oltre la siepe”. Questo libro ha vinto il premio Pulitzer ed ha avuto molto successo. Un altro libro che scrisse è : “Và e metti una sentinella” che è stato scritto nel 2015. Inoltre il buio oltre la siepe è stato utilizzato “come modello di buona scrittura e sensibilità umana, questo romanzo influenzerà per sempre il carattere del nostro paese”. Scout aveva otto anni quando suo fratello, Jem, si ruppe il braccio; così inizia il primo romanzo di Harper Lee, Jean Louise Finch (Scout) è solo una bambina, si sostiene che tutto abbia avuto inizio…

La storia, narrata in prima persona da Scout, tratta di un avvocato, Atticus Finch che è incaricato di difendere Tom Robinson; lui è accusato di aver violentato una ragazza bianca, Mayella Ewell. Scout insieme a suo fratello Jem l’amico Dill dovrà sopportare pesanti insulti e prese in giro per suo padre; Jean Louise non può essere definita propriamente femmina perchè è una maschiaccia che odia vestirsi con gonna e cappellini. Sarà per questo che riusciva a immischiarsi in innumerevoli guai e intrighi verso un certo Boo Radley, che è un signore molto noto a Maycomb, la cittadina in cui è ambientata la storia. Il signor Radley è interessante, uno dei motivi è il fatto che nessuno, nei precedenti dieci anni, lo ha mai visto uscire di casa… Riuscirà Atticus Finch a dimostrare l’innocenza del nero?  E i tre amici riusciranno a far uscire Arthur Radley (Boo) di casa? Prima di tutto devo dire che in principio questo libro non mi ispirava…. già dall’inizio mi ero fatta una particolare idea della narrazione, noiosa e senza colpi di scena. Le prime pagine le ho lette con calma cercando di capirci qualcosa; il libro pian piano è diventato sempre più avvincente, più interessante e ricco di colpi di scena, soprattutto la parte ‘ principale ‘ in cui si descrive il processo di Tom Robinson agli occhi di Scout. Mi sono ritrovata, alla fine, ad appassionarmi sempre di più e a chiedermi come andava a finire; penso che la lettura sia scorrevole e il lessico adeguato alla narrazione. Alcune parole sono abbastanza complicate e la lettura un pò pesante, come tipo di storia, ma a me è molto piaciuta e mi sono ritrovata a volerne leggere il continuo! Ho scoperto poi che Harper Lee ha preso molti dei nomi dei personaggi da persone che conosce, specialmente dalla sua famiglia; loro indagavano su alcuni omicidi e da lì ho scoperto che le due “storie” sono in qualche modo collegate. Questa cosa  mi ha molto interessato e mi ha fatto capire più affondo l’autrice. Il personaggio che mi ha più colpito è Scout, la voce narrante, perchè quando leggo con gli occhi di una persona capisco meglio e più a fondo le sue scelte e la sua storia. Capisco Scout, che se la prende quando danno del negriero a suo padre; nella vicenda vuole sapere perché protegge un nero e come riesce a sopportare questi insulti. Atticus dice: “ è un peccato uccidere tordo beffeggiatore” loro non ci fanno niente e non ci danno fastidio… Io l’ho presa come una metafora e l’ho collegata al processo di Tom Robinson, perché in fondo Atticus sapeva come sarebbe finita.

Consiglio questo libro alle persone che hanno voglia di leggere e con una grande forza perché questo è uno  di quei libri che ti stravolge.

 

Giulia Fares, classe 3C, Scuola Secondaria di I grado, IC Borgonuovo