Questo romanzo tratta di un ragazzo di 15 anni, Inglese, Christopher Boone, che soffre di una forma di autismo. Christopher detesta vari colori, come il marrone il giallo, si arrabbia quando qualcuno cambia la disposizione di un qualsiasi oggetto, e non riesce ad interpretare le espressioni facciali. In compenso adora l’astronomia, la matematica e la lettura dei libri gialli; la voglia di scriverne uno inizia quando il cane della vicina, Wellington, muore. In quel momento inizia la sua avventura da Detective per scoprire il colpevole del canicidio. Ma questo caso alla Sherlock Holmes lo porterà a scoprire cose che a lui erano state nascoste, ed è così che la sua vita cambierà.

Questo è il primo libro di Mark Haddon scritto anche per adulti. Haddon è nato nel 1962, vive ad Oxford. Si laureò all’Università di Oxford. Mark ha illustrato  diversi romanzi per ragazzi, ha lavorato per ragazzi, ha lavorato in televisione e in radio. “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” è, tra i suoi libri, quello che ha avuto maggior successo. Il romanzo mi ha particolarmente colpito per questo adolescente sentimentalmente diverso. Una storia seria ma allo stesso tempo divertente e simpatica, che possiede la rara caratteristica dell’empatia. Mi piace il mondo in cui Christopher affronta le situazioni, facendosi degli schemi immaginari e da lì prende le decisioni. Leggendo questo libro, diverse frasi mi hanno colpito, come: “trovo difficile immaginare cose che non mi sono mai capitate personalmente” parole di Christopher: questa sotto certi aspetti è una delle cose che mi accomuna al protagonista, oppure “pensai a tutte le cose che avrei potuto fare cercando di separare la decisione giusta e da quella sbagliata” è una cosa che facciamo comunemente noi giovani, senza fare troppo di fretta, considerando ogni opzione che abbiamo per poi andare ad esclusione. Ma la cosa che più mi ha colpito e divertita non è stata una citazione, sono stati i capitoli: ogni capitolo non era indicato con il solito numero cardinale (1,2,3,4….) ma bensì con i numeri primi, un’idea originalissima. Questa storia mi ha preso, mi è piaciuta tutta, da inizio a fine lo consiglio a tutti, è molto scorrevole, e non è affatto noioso: pure a chi non piace leggere, glielo consiglio poichè la storia è molto coinvolgente.

 

Zoe Carbone, classe 3^C, scuola secondaria di I grado, IC Borgonuovo