Parla della sua vita schifosa e le “cose che gli sono successe prima di Natale”, con quell’aria scocciata e indifferente alle falsità, dal giorno in cui lasciò l’istituto con una bocciatura e nessuna voglia di farlo sapere ai genitori.

Ma sono i suoi pensieri, la sua rabbia, ad andare maggiormente in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione.

J.D. Salinger, nato 1 gennaio 1919 a New York (venuto a mancare il 27 gennaio  2010) partecipò alla seconda guerra mondiale e fu tra i primi soldati americani ad entrare in un lager nazista, esperienza che lo segnerà emotivamente.

Salinger era conosciuto per la sua natura schiva e riservata, nell'arco di cinquant'anni ha rilasciato pochissime interviste: ad esempio nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish, nel 1974 a The New York Times (la sua ultima intervista). Non effettuò apparizioni pubbliche, né pubblicò nulla di nuovo dal 1965 (anno in cui apparve sul New Yorker un ultimo racconto) fino alla morte, benché, secondo molte testimonianze, avesse continuato a scrivere.

 

Il Giovane Holden narra di un adolescente ribelle, introverso è per questo che alcune volte è possibile perdere il filo del racconto. Holden fa capire molto bene come si sente ed è anche un ragazzo curioso. Mi sono riconosciuta nel personaggio solo per qualche aspetto, tipo quello della sua stravaganza. Per il resto è un libro avvincente e coinvolgente. Lo consiglio alle persone che come me vogliono leggere un libro che ti in ogni pagina sensazioni diverse.

 

Zoe Carbone, classe 3^C, secondaria di I grado, IC Borgonuovo