Questo romanzo è stato scritto da Harper Lee.

Lei è nata a Monroville nel 1926. È riuscita a scrivere questo libro grazie al consiglio di un suo caro vecchio amico, Truman Capote.

“IL BUIO OLTRE LA SIEPE” è una raccolta di racconti dell’infanzia di Harper Lee. Nel 1957 ha scritto il seguito di questo romanzo ed è uscito nel 2015.

Questa storia è narrata in prima persona da una bambina, Scout, che vive nella monotona città di Maycomb. Racconta i fatti che avvengono nella cittadina.

Comincia col parlare dell’estate che ha trascorso con suo fratello Jem e della conoscenza di un ragazzino di nome Dill. Le giornate estive le passano giocando e divertendosi fin quando Dill non ebbe la grande idea di voler fare uscire il signor Boo Radley da casa sua.

Boo Radley era un signore che non usciva mai di casa, almeno nessuno lo aveva mai visto uscire. Questo suscitava molto la curiosità dei tre amichetti, infatti cominciano a spiarlo.

Alla fine dell’estate Dill deve tornare a casa sua.   Il primo giorno di scuola di Scout non andò tanto bene, perché era l’unica della classe che sapeva leggere e questo non andava particolarmente a genio alla sua insegnante.

Ogni giorno, quando i 2 fratelli passavano vicino a casa Radley di ritorno dalla scuola, trovavano in una quercia dei piccoli regali.

Finché dopo poco si ritrovarono con il buco della quercia chiuso con cemento e mattoni.

Successivamente Scout parla di nuovo dell’estate, diversa dalla precedente, perché nei giochi veniva esclusa dai due maschietti, visto che era una femminuccia in questa estate sono successe cose molto strane…

Come sfondo di questa storia c’è la parte in cui Scout parla del processo di un afroamericano di nome Tom Robison difeso dal padre di Scout: Atticus Finch.

Questo fu un periodo molto difficile per la famiglia Finch. Poi infine Scout deve partecipare a una recita che non finirà tanto bene…

Questo romanzo non mi è piaciuto particolarmente perché secondo me l’autrice poteva ridurre alcune parti del racconto.

Anche se i capitoli in cui parla del processo mi hanno interessato di più. Quando penso a questa parte mi viene in mente questa frase: “L’unica che non è sottoposta alla legge della maggioranza è la coscienza di un uomo”. Perché secondo me si sposa benissimo con la storia di Robinson.

Il significato di questa citazione è che non importa in quanti si è a dire una cosa ma importa di più la coscienza di un uomo.

Il linguaggio che ha usato Harper Lee è ricco è chiaro. Questo libro può essere letto sia da adulti che da ragazzi; appunto perché si capisce con facilità.

Francesca Corsini, classe 3^C, scuola secondaria di I grado, IC Borgonuovo.