Suad, ragazza cisgiordana, cresce in una famiglia e in un paese, dove le donne sono trattate come schiave e dove vengono considerate meno importanti degli animali; sua madre è rimasta incinta 14 volte, ma lei ha solo 4 sorelle e 1 fratello, perchè appena nasceva il bambino, se era maschio si teneva, se era femmina si soffocava. Lei e le sue sorelle vengono picchiate dal padre per qualsiasi cosa facciano.Suad cresce e col tempo diventa adolescente, ma secondo le leggi di quel paese, non si poteva sposare finchè non si fosse sposava la sorella maggiore, ma questo non avvenne e Suad pensò di restare zitella a vita...     Un giorno conobbe Faiez, era il suo vicino di casa e lei rimase incinta, altro gravissimo errore: fare l'amore prima di sposarsi e con un uomo che lei amava, parola che secondo il dizionario di quel paese, non esiste.  Appena scoprì di essere incinta lo disse a Faiez, convinta che l'avrebbe aiutata chiedendola in sposa, ma questo non successe perchè lui scappò via e l'abbandonò.  Per alcuni mesi, riuscì a nascondere la pancia, ma presto i genitori capirono e un bel giorno il cognato le diede fuoco: le versò un liquido dalla testa che percorse tutto il corpo e improvvisamente si sentì bruciare. Viene soccorsa e si ritrovò in un ospedale in attesa di morire, ma in quel momento arriva Jacqueline, ragazza che fa parte di una associazione umanitaria e l'aiuta a trasferirsi in Europa. Durante la permanenza  nell'ospedale, partorisce suo figlio Maruan. In Europa  cerca di rifarsi un'altra vita e dopo molti anni, incontra e si sposa con Antonio, un uomo molto comprensibile che la aiuta in tutto e che le dà due figlie: Laetitia e Nadia.  Passano gli anni e decide di conoscere Maruan, il figlio che aveva deciso di fare adottare perchè lei in condizioni disastrate non riusciva a tenere.  Maruan si trasferisce a casa della madre, si inserisce bene nella famiglia e viceversa, così ora Suad vive una vita da donna, con una famiglia che la ama e che le da tutto il supporto di cui ha bisogno. Questo libro ti fa capire quanto si è fortunati a vivere in un paese civile, che non tratta le donne come animali.