In questo libro ci sono tante storie di alieni. Ve ne racconto una. Una famiglia voleva tanto avere un cane, ma non potevano tenerlo per il poco spazio della loro casa. Così si trasferirono in campagna. Un giorno la famiglia Roper andò al canile per cercare un cane adatto. La famiglia controllò tutti i cani; la signora e il signor Roper discutevano se prendere un terrier. Il loro figlio si separò dai genitori un attimo, e sentì una vocina sottile che lo chiamava. Il ragazzo era sicuro che non ci fosse nessuno; i genitori erano dall’altra parte del cortile e il custode si era allontanato un attimo. Allora il ragazzo capì che la voce venisse da un cane: era marrone, con un mozzicone di coda e un’orecchia bianca. Il cane era fuori dalla recinzione: era uscito da un buco nella rete che era difficile localizzare. Il cane rientrò nel recinto e disse al ragazzo di chiedere ai suoi genitori di venirlo ad esaminare. Il ragazzo chiamò i genitori e lo esaminarono: il cane si mise davanti alla rete e guaì.  Mi è piaciuta questa parte perché mi è sembrato un cane molto giocherellone. Mi ha fatto provare un’emozione di gioia.  Dopo il cane venne adottato, e dopo aver attaccato e abbaiato al postino, si abituò a stare in panciolle sul divano. Il Roper decisero di portarlo al canile per cercare un cane più fedele.  Questa storia mi è piaciuta perché  uno dei miei animali preferiti sono i cani. Vorrei essere Paul, il ragazzo, perché solo lui può sentire il cane parlare. Vorrei essere al canile perché ci sono molti cani da accudire e vorrei essere io a portare a spasso il cane parlante. Consiglierei questo libro a chi ama le storie fantastiche.