Essendo tanti racconti brevi, ne sceglierò uno. Quello che mi ha appassionato di più è la storia di una mamma che deve andare dal dottore e promette al figlio ben tre coppette di gelato purché l’aspetti in sala d’attesa pazientemente. Il bambino non fa che adocchiare il quadro di un vecchio appeso al muro che sembra fissarlo. Prova a spostarsi ma gli occhi del vecchio sembrano seguirlo per la stanza. Jack, il protagonista, non ha paura e si avvicina al quadro, ed è allora che nota le mani del vecchio coperte di scaglie con lunghe unghie appuntite. Quando la madre esce dallo studio medico, del bambino non c’è più traccia, però lei vede di sfuggita un vecchio che sgattaiola fuori dalla porta. Ha un aspetto insolitamente familiare; si volta allora a guardare il ritratto. Le urla della donna si udirono lungo tutta la strada.

Il libro vuol far scoprire il piacere della lettura attraverso il sano gusto del brivido, inoltre crea tensione, suspense, terrore e può davvero tenere “incollati” alle pagine anche i lettori più svogliati. Il motto è infatti: sessanta secondi passano in un lampo ma un brivido di un minuto è lunghissimo !

Lo stile dei numerosi racconti presenti nel libro è agile, di facile lettura ma conserva le caratteristiche tipiche dell’horror ad esempio particolari apparentemente insignificanti si rivelano invece fatali, solitamente per i protagonisti,

Lo consiglierei a tutti quei ragazzi che amano l’horror e che provano piacere, al contrario di quelli più “paurosi”, a stare con il fiato sospeso. Per chi,  invece, non conosce questo genere, il libro in questione può essere un valido strumento per avvicinarsi ai più grandi autori del terrore (ma non solo) poiché ogni racconto è scritto da ognuno di loro! Io personalmente ho scoperto ed imparato ad apprezzare Lemony Snicket e Gregory Maguire.