E’ l’avvincente storia di Araminta, una ragazzina soprannominata Minty, non tanto alta, con i capelli neri a caschetto, con gusti proprio originali (o “horroriginali”): ama infatti pipistrelli, fantasmi, ratti … e la sua grande aspirazione è riuscire a trovare un vero fantasma. La casa in cui abita con gli zii è il luogo ideale per il suo scopo perché è un’enorme residenza piena di stanze, anfratti e cigolii sinistri. Purtroppo il suo progetto è ostacolato dai numerosi acquirenti accaniti che sperano di riuscire a comprarla; la ragazzina fa di tutto per scoraggiarli nell’acquisto e mettere loro paura con qualche scherzetto di sua invenzione, grazie soprattutto ad un kit per imboscate composto da: tutti i pipistrelli che trova Araminta nella torre dello zio Drac, un grosso di ragni di ogni tipo, un bel mucchio di federe, un catino di fischietti che imitano il grido di un fantasma strangolato, una scatola gigante di palloncini e un grande sacco di farina. Le cose sembrano andare per il meglio quando in un sottoscala Minty scopre un passaggio segreto impensabile e all’interno di esso scova anche un fantasma medievale, Edmund. Arrivano però alcuni acquirenti che sembrano avere la meglio sui trucchi di Araminta, anzi, invece che spaventarsi si divertono …

Secondo me il libro vuole divertire ma nello stesso tempo insegnare a perseverare nei propri intenti, anche quando sembra difficile realizzare ciò che si vuole ottenere. Lo stile è sicuramente comico, con un linguaggio non troppo complicato ma “vivace” e “colorito”, adatto ai ragazzi.

Nel libro non ci sono citazioni particolari ma belle descrizioni come, per esempio, “Il passaggio segreto era davvero strano. Era strettissimo, pieno di ragnatele e aveva un odore buffo, un miscuglio di umidità e muffa …” o “Ma quando mi guardò mi resi conto che il suo volto aveva qualcosa che mi faceva tremare e capii che doveva trattarsi di un’apparizione spettrale. Aveva occhi umidi ed eterei da fantasma e la faccia era come trasparente, illuminata da una luce pallida […] I capelli avevano un buffo taglio a scodella e indossava una tunica provvista di un lungo cappuccio. Aveva anche un pugnale infilato nella cintura”.