“A me una Barbie piacerebbe molto perché sorride” dice Maryam. Dal giorno prima è comparsa nella I G. E’ appena stata dimessa dall’ospedale. E’sempre un po’ terrea, ma non cammina più a passettini. Nei giorni di diligenza all’ospedale Maryam è cambiata. Parla senza reticenze della sua operazione e, dice che, se qualcuno proverà a toccare le sue sorelline, lei, chiamerà i carabinieri. Maryam riprende a parlare. “ Vuol dire che le donne possono sorridere. Certo è un sorriso un po’ scemo “ concede Maryam. “ Un sorriso scemo, ma è un sorriso. Vuol dire che stare male non è l’unica cosa che le donne possono fare. La Barbie non è mai stata operata, e quindi sorride. Questo vuol dire che non è vero che la vita di una donna deve sempre essere dolore ”.

Il libro inizia con due bambini che scappano, la sorella maggiore tira per il braccio il fratellino minore, un camioncino bianco li sta inseguendo, o meglio gli “orchi” li stanno inseguendo, per portarli via. Si nascondono nel vecchio tribunale dove un tempo bruciavano le streghe, con il bombardamento una parte era crollata. Il fratello piccolo ha paura, la sorella di sera gli raccontava sempre dei fantasmi delle streghe che si trovavano nel tribunale. Il camioncino si ferma davanti all’entrata del tribunale, intanto i bambini si sono nascosti nel sottoscala, due orchi entrano e iniziano a cercare. Ora scaricano dal camioncino due cani dal fiuto fine, il fratellino piccolo tira fuori dalla tasca le due fettine di salame che aveva affettato sua madre dicendogli di conservarle e di mangiarle quando gli orchi li avrebbero trovati e, magari pensando che sia salame di maiale li lasciassero liberi, non sapendo che gli ebrei sanno pure fare il salame di oca. Poi i loro genitori erano stati portati via  e, di loro non c’era rimasta nessuna traccia. Tornando agli orchi, essi erano quasi vicini alle scalette che portavano nel sottoscala  dove, i due fratelli erano raggomitolati nell’ombra, quando il fratellino scorse un gatto nero, ferito, magro e dagli occhi dorati e pensò di dargli il salame che, il gatto divorò voracemente. Appena finito di mangiare il salame il gatto si diresse verso il muro, c’era un piccolo buco coperto da qualche sasso, abbastanza grande da far passare un bambino ma non degli uomini, il gatto ci si infilò dentro e, il bambino gli andò dietro seguito da sua sorella che, richiuse la fessura con un sasso per poi afferrare un lembo del vestito di suo fratello. Erano dentro a un largo tubo, con il fango e l’acqua, stavano andando sotto terra. Quando sbucarono si ritrovarono vicino alla casa di un loro amico, lì erano al sicuro, il gatto li aveva salvati …. Fu proprio quel gatto ad aiutare  sessant’anni dopo una bambina povera di nome Leila (proprio come la principessa di Guerre stellari) che aveva la nostra età e, doveva iniziare la prima media, nella scuola per metà ristrutturata perché un tempo era stata bombardata, un tempo era un tribunale …

L’inizio mi ha incuriosito molto e, mi ha mantenuto a fiato sospeso, all’erta e soprattutto con un punto interrogativo: “ Chi sono i due bambini all’inizio del libro, cosa c'entreranno? ”

Il messaggio del libro è la realtà, che fa male, che punge il cuore, che fa soffrire, che si scopre anche attraverso la fantasia, l’immaginazione, la creatività, che ci incuriosisce e, ci fa porre delle domande.E’ brutto sapere che ancora molte donne sono sottomesse alla mutilazione,  usanza dell’Etiopia, e sono costrette a provare sofferenza per il resto della loro vita, senza riuscire a ribellarsi.