Robert Swindells, autore inglese di questo libro, seduto alla sua scrivania, ha avuto una grande idea: Felicity.

Purtroppo, la storia di Felicity, detta Fliss, non è la classica fiaba.

Fliss dovrà affrontare le sue paure, per salvare la sua compagna di classe, Ellie-May.

La notte precedente ad una gita scolastica nella località di Whitby, Fliss ha un terribile incubo, nel quale sembra chiaro che l’albergo in cui alloggerà nasconda qualcosa di inquietante; ma, come spesso accade, al mattino, la paura provata durante la notte, svanisce all’istante. Tutto sembra assolutamente normale: gli alunni che schiamazzano ed i professori irrequieti che tentano di riportare la calma. Diverse volte, però, frasi od oggetti, ricordano alla bambina l’incubo della notte passata. Sempre più inquieta, cerca di rilassarsi nell’antico albergo predisposto per la gita. La conforta, la sua migliore amica, Lisa. Una vecchia, e forse pazza, signora, avverte Fliss che nell’edificio si nasconde ormai da secoli un vampiro. Ma la ragazza non si fida della donna.

La paura in Fliss cresce sempre di più, finché, una notte, scopre che Ellie-May, la compagna di classe, probabilmente nel sonno, entra in uno stanzino contrassegnato dal numero tredici. Tutto sembrerebbe sicuramente più normale, se di giorno, quella porta rimanesse invariata. In realtà, Fliss scopre che alla luce del sole non è presente alcun numero, sulla porta. I giorni passano, ed Ellie-May sta sempre peggio. Nel frattempo, Trot e Gary, due amici di Lisa e Fliss, si uniscono a loro nel tentato salvataggio dell’antipatica Ellie-May. Ormai, loro quattro, sono certi che nella stanza 13 ci sia un vampiro, che sta uccidendo Ellie-May. Chiedono aiuto ai professori che non credono ad una sola parola. Dovranno cavarsela da soli. Ce la faranno?

Fusione eccellente, nei ventotto capitoli del racconto, tra genere horror e fantasy. La splendida semplicità delle parole riesce a creare molta suspense, nei momenti decisivi della trama. Ho apprezzato il messaggio di altruismo dell’autore. Fliss infatti non pensa neanche una volta di abbandonare al suo destino Ellie.

Dialoghi realistici, e non schematici, creano l’idea di una situazione critica come quella che precede l’entrata nella misteriosa e lugubre stanza 13. Il coraggio è presente in ogni frase del testo. Quando i professori non credono ai quattro bambini, quando questi ultimi cercano spiegazioni di persona, nella tetra notte dell’albergo, illuminato solo dal fievole bagliore della luna e, soprattutto, durante il salvataggio di Ellie-May. Cosa mi ha insegnato? L’amicizia può nascere anche da coincidenze inimmaginabili. Infatti, gli amici sono la famiglia che puoi scegliere.