1939-1943,gli anni del nazismo.La narratrice della vicenda è la"Morte",una figura quasi umana che osserva la vita degli uomini.La storia si apre nel grigiore di un treno dove una madre con due figli sta vivendo il dramma della morte e dell'abbandono.La più grande,Liesel,di dieci anni,viene consegnata a genitori tedeschi adottivi,gli Hubermann.Per la bambina inizia una nuova vita.Hans,il padre adottivo,viene dai lei accettato,stimato, amato.Le lunghe notti trascorse accanto a Liesel aprono la strada alla lettura e alla scrittura. Sboccia l'amore per i libri,rubati da Liesel a chi ne ha troppi,sottratti al fuoco dei Nazisti.Rudy è il migliore amico,il suo complice,l'istigatore dei suoi furti,il ragazzo che l'ama e desidera un suo bacio,che avrà soltanto da morto. Max Vandenburg,l' ebreo nascosto nella cantina degli Hubermann.Tra Max e Liesel nascono pensieri profondi,letture,sogni e paure infinite:pilastri di un futuro tormentato,ma anche germogli di un albero destinato a fiorire.Fuori le bombe continuano a cadere e la vita va avanti spinta dalla follia di un uomo. Il Fuhrer alla fine soccombe. Ho vissuto l'atmosfera del romanzo con emozione profonda ed ho notato che nella realtà più crudele si può nascondere la gentilezza dell'uomo buono.Nel libro i grandi diventano piccoli,facili da calpestare a parole,e i piccoli crescono,si ingrandiscono,diventano i giganti della vita.La parola vera riesce a fare anche questo:giustizia in tutti i campi.Quando essa è dolce e persuasiva ti penetra nell'anima e non se ne va più;quando è forte e sincera ti incoraggia,ti spinge a fare meglio,a dire quello che senti senza avere paura;quando è brutale ti ferisce,ti fa soffrire,arrabbiare reagire.Ecco la potenza della parola,non considerata un semplice segno grafico,ma l'espressione di un sentimento. Liesel ruba libri,ruba pagine fatte di tante parole che le corrono dietro e non la lasciano mai.Di giorno dice "sì" a tutti,di notte dice "sì" ai suoi libri,e legge,legge nei rifugi anti bombe,trasmettendo agli altri la forza di dimenticare le incursioni aeree,i cadaveri nelle strade.Non è una ladra,è un'eroina senza saperlo,è l'espressione della vita che non cede.I colori accompagnano gli eventi:il rosso tinge la storia di sangue e di violenza;il bianco copre lo sporco,la cattiveria di un gesto impietoso,rappresenta la speranza di chi crede alla rivincita;il grigio è il colore dominante del mondo che soffre,in cui l'uomo si nasconde,fugge perchè non si riconosce più con un'identità precisa.Il cromatismo si fonde così con la lingua. Nel complesso un racconto di vita vera,con ogni cosa al suo posto,sia nel bene che nel male.