Racconta brutte vicende di ribellioni e rivolte dai primi momenti della storia al presente. Ad esempio si parla di un imperatore cinese che fu detronizzato dalla sua mamma, del perché tante rivoluzioni hanno spaventato tanta brutta gente o di chi fosse veramente il Conte Dracula. Racconta anche di come certi brani composti da rivoluzionari siano poi divenuti gli attuali inni nazionali, come ad esempio quello francese (la marsigliese), quello tedesco, quello ungherese, ecc. Si parla anche del famoso dittatore Hitler e di come riuscì a scampare a una dozzina di attentati (di cui uno che gli bruciò completamente i pantaloni, lasciandolo… in mutande ma miracolosamente illeso!). In altri passaggi del libro si descrive come re e imperatori si divertissero a torturare follemente schiavi e oppositori con varie tecniche come quella del “picchetto”, che consisteva nel legare un uomo per un braccio lasciandolo penzolare nel vuoto: l’unico modo per riposare il braccio era quello di appoggiare il piede su di un legno molto appuntito. Oppure la tecnica detta della “croce” che consisteva nel legare un uomo a torso nudo su una croce di legno (a forma di X) e lo si frustava finché non si vedeva la carne viva. Un metodo più tradizionale prevedeva invece di creare una specie di caschetto di pece bollente che veniva posato sulla testa del malcapitato.

Secondo me il libro vuol far capire che la storia non è solo quella raccontata sui libri di scuola perché molte vicende sono sconosciute a studiosi e insegnanti. Inoltre fa capire che la storia è fatta anche dal popolo e dalla gente comune, non solo dagli imperatori, dai grandi re, dai generali famosi …

Lo stile del libro è comico perché ci sono situazioni inaspettate, quasi esagerate, ci si trova spesso di fronte al contrario di quello che ci si aspetterebbe. Le citazioni che più mi sono piaciute sono: “...Un ottimo modo per cambiare il re di un paese è semplicemente quello di assassinarlo. Almeno potete star sicuri che non combini altri guai...” e anche: “...La storia può essere orribile. Ma alcune parti di storia sono ancora più orribili di altre. E una delle parti più spietate, stomachevoli e sanguinarie è la storia delle rivoluzioni e delle rivolte. Che differenza c’è fra una rivoluzione e una rivolta? Ottima domanda …"