Scritto da Xavier-Laurent Petit, autore pluripremiato che ha scritto molte storie, sin da piccolo, soprattutto per ragazzi, questo libro parla di una bambina che si chiama Sisanda che purtroppo è malata di cuore. Quindi questa fanciulla dell'Africa non può sottoporsi a grandi sforzi come camminare a lungo o correre. Non vede suo padre da due anni perché lavora molto lontano e gli parla solo tramite il telefono del droghiere del villaggio. Sua madre corre talmente tanto che gli abitanti del villaggio la chiamano Swala che significa antilope, però Sisanda la chiama sempre Maswala (mamma antilope). Suo zio Benia bada sempre al gregge e non sta mai in casa e porta a scuola Sisanda in spalla senza mai smettere di canticchiare. Infine c'è nonna Thabang che conosce tutti i segreti per fare gli unguenti e borbotta sempre. Ogni anno Sisanda deve farsi sei ore di viaggio in macchina per andare in ospedale dove il dottore le ricorda che la sua vita è attaccata a un filo e servirebbero 1 milione di kel per fare un intervento. Un giorno Maswala chiede a Sisanda di leggere un articolo di giornale (perché Sisanda è l'unica a sapere leggere nella sua famiglia) su cui è raffigurata una donna che, alzando le braccia, taglia il traguardo della maratona di Kamjuni. L'articolo cita anche i cospicui premi in denaro per chi arriva al podio. Così Maswala decide di iscriversi alla maratona. Un brutto giorno però, durante la sua corsa giornaliera, Swala viene punta da uno scorpione e resta in coma diversi giorni. Fortunatamente si riprese in un batter d'occhiom anche se Sisanda non avvertiva più in sua madre quella leggerezza che c'era in lei prima. Quando Maswala stava per partire arrivò il droghiere del villaggio con uno scatolone contenente un televisore col quale avrebbero potuto vedere Swala correre. Ce la farà Swala a classificarsi? Sisanda potrà sottoporsi all’intervento? Smetterà di soffrire? Potrà essere una bambina come le sue compagne di scuola? Se avete voglia di risposte a questi interrogativi vi consiglio la .lettura di questa emozionante storia

Vi state domandando il motivo? Perché è interessante e racconta una storia molto toccante che io personalmente ho apprezzato molto.

 

Mattia Scabbia, classe 1D, plesso Moruzzi, IC Ceretolo