Il romanzo ‘’Storia di una ladra di libri’’, scritto da Markus Zusak, è ambientato in Germania, durante la Seconda Guerra Mondiale e narra di Liesel, una ragazzina di dieci anni, in viaggio con la madre e il fratellino verso la cittadina di Molching.

Purtroppo durante il tragitto il bambino muore e viene seppellito in un cimitero vicino alla ferrovia; qui, durante le onoranze funebri, Liesel trova, sepolto nella neve, il tesoro più grande della sua vita: un libro.

Ha inizio così il grande cambiamento che la porterà a conoscere Hans e Rosa Hubermann (ai quali verrà affidata dalla madre), i suoi nuovi amici e la sua nuova passione: la lettura.

All’interno del racconto sono presenti diversi personaggi, come i genitori  adottivi; i due hanno caratteri completamente diversi: il padre è buono e premuroso, pieno di affetto verso Liesel tanto da insegnarle a leggere, fa l’imbianchino e non trova lavoro perché non vuole iscriversi al Partito Nazista; mentre la madre, all’apparenza,  è fredda e distaccata, ma con un cuore dolce, e mantiene gli Hubermann lavando il bucato alle famiglie abbienti di Molching.

Altri protagonista sono Max Vandenburg, un giovane ebreo figlio di un caro amico di Hans, scampato alle violenze naziste, che trova rifugio a casa Hubermann e Rudy Steiner, il simpatico ed esuberante vicino di casa di Liesel, più grande di lei di otto mesi, che diventa presto suo complice.

La loro amicizia diventa fondamentale e si sostengono a vicenda nei momenti più difficili, cercando di trovare aspetti positivi anche nelle situazioni più drammatiche.

Infatti in quel periodo, Hitler stava distruggendo i pensieri delle persone; al popolo tedesco si diceva cosa credere, cosa pensare e cosa leggere, ma nonostante questi ostacoli, apparentemente insormontabili, Liesel, imparando a leggere conquista la capacità di pensare con la propria testa e di avere il coraggio di andare controcorrente.

E’ proprio questo, secondo me, il messaggio principale del racconto: essere capaci di trovare la bellezza anche nelle situazioni più orrende e non temere di agire seguendo le proprie idee.

Per concludere vorrei sottolineare una frase tratta dal libro:

“Ciò che differenzia un oggetto da un umano è sola una parola: la parola vita!” e questa, per essere vissuta nella sua pienezza, deve essere caratterizzata dalla speranza, dalla felicità e dalla capacità di contrastare ogni problema puntando sempre “verso quella fioca luce in fondo al tunnel…”

 

Gamberini Fillippo, Istituto Comprensivo n. 5 Bologna, (Testoni Fioravanti) classe IIIC