“Ho sognato la cioccolata per anni” si svolge nella metà degli anni Quaranta, in Polonia, durante l’occupazione dei Nazisti.

Trudi ha solo sedici anni quando, insieme a sua madre, finisce in un campo di concentramento, dove assiste in prima persona agli orrori dei lager tedeschi. Viene strappata alla sua città natale, Kovno, nella quale abita con gli altri ebrei nel ghetto, ed è deportata nel lager di Stutthof.

Il racconto è narrato in prima persona dalla giovane ebrea, che ricorda ciò che ha vissuto. La scrittrice, che è quindi la protagonista del libro, usa uno stile scarno e asciutto quando racconta le scene più drammatiche, mentre è più descrittiva nella prima parte del romanzo, in cui racconta della vita quotidiana nel ghetto di Kovno.

Il personaggio più importante del libro è senza dubbio Trudi. Intraprendente, sveglia e coraggiosa, fa di tutto per salvare sua madre dalla crudeltà dei lager, pensando solo in un secondo momento a se stessa, pur essendo molto giovane. Rosel, sua madre, è una donna sfinita. Il lavoro nei campi, per lei, diventa sempre più duro e la scarsa quantità di cibo non basta a saziarla. Si affida in tutto e per tutto a sua figlia.

L’episodio che mi ha colpito di più è quello in cui Trudi sta per essere uccisa brutalmente in un forno crematorio: è davanti all’imboccatura e  aspetta che la spingano dentro: l’autrice descrive il momento in modo realistico, Trudi è rassegnata all’idea di morire, mentre, nel volto altre prigioniere, si dipinge la paura.

Questo libro è una testimonianza diretta di una deportata, in un campo di concentramento, che ha dovuto subire l’orrore dei lager.

 

Caporale Giulia, I.C. 5, Scuola Secondaria di Primo Grado Testoni Fioravanti, classe IIIC