"Vedem", il giornale che in poche parole rappresenta la libertà, i desideri, le esigenze di tutti. E' tra le pagine di quel giornale che nasce la Repubblica delle farfalle, anche se "Qui le farfalle non vengono a stare".

In questo libro  Matteo Corradini rivisita la vita all’interno del campo grazie agli occhi e ai pensieri di un ragazzo cecoslovacco internato; uno di quelli che, insieme ad alcuni compagni, componeva di notte Vedem (Avanguardia), uno dei giornali che venivano pubblicati e distribuiti di nascosto nel campo, raccogliendo poesie, racconti, disegni, ma anche cronaca di quel che succedeva. Il racconto infatti è un unione di sogni, di incubi e di realtà e di speranza e di  presa di coscienza di quel che succede, descritto in maniera cruda e reale senza bisogno di mezzi termini.

Terezín si trova nella Repubblica Ceca. Nata a fine Settecento come città-fortezza, durante la Seconda guerra mondiale diventò un campo di raccolta degli ebrei destinati allo sterminio.                                                                                                               Il testo, raccontato in prima persona, ti coinvolge fin dal primo istante, ti incuriosisce, ma contemporaneamente ti addolora poiché descrive imodo eccezionale le condizioni i cui vivevano e in cui erano costretti a stare fino alla loro morte.

A Terezín c’era tutto: case, strade e pure la musica,  ma mancava l’elemento fondamentale: la libertà. Molte pagine del giornale Vedem sono  conservate al Memoriale di Terezín. Matteo Corradini è partito da quei documenti per raccontare il modo in cui i ragazzi resistevano.                                                                                       Il libro lo consiglio davvero a tutti poiché racconta e mostra da una prospettiva diversa quello che avveniva nei campi di concentamento durante l’era nazista.

 

Marco Molesini, IC5 Bologna, "Testoni Fioravanti", classe IIIC