Titolo: Bianca come il latte, rossa come il sangue Autore: Alessandro d'Avenia

Casa editrice: Mondadori

Numero pagine: 254

Riassunto:

Leo è un normale sedicenne che frequenta il liceo classico, appassionato di calcio, di musica ecc; e ha una gran paura del bianco che per lui rappresenta la solitudine, il vuoto, il silenzio, l'assenza. Leo è anche innamorato di una ragazza: Beatrice che  ha i capelli rossi e gli occhi verdi, per lei  Leo darebbe la vita, Beatrice è un terremoto, un uragano che lo spazza via, ma  diventa presto anche fragile perché si ammala di leucemia. Da quel momento in poi per Leo la vita diventa bianca, la vita senza amore non ha senso. Per fortuna c'è la sua amica Silvia e un giovane prof di storia e filosofìa che insegna a Leo a sognare, a rincorrere il proprio sogno di una vita accanto a Beatrice, di non rinunciare al proprio sogno per quanti ostacoli possa avere, perché sarebbe come rinunciare a se stesso; perché l'amore non è fatto per renderci felici, ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore e che la maturità non è morire per una nobile causa,  ma  voler vivere umilmente per essa. A Leo però il giovane prof. ha anche detto che i sogni li intravedi solo a metà e non tutti interi, infatti Leo,  illuminato da Beatrice , capisce che è Silvia il suo vero amore, il suo porto, la sua casa, perché l'amore non è un uragano, ma è la pace.

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Commento personale: E' un romanzo che fa riflettere sul senso della vita o su come va vissuta, ricordandosi di non sprecarla perché può finire da un momento all'altro. Spesso durante la lettura di questo libro ho pianto, forse però ho anche pianto di gioia, infatti Leo sì chiede come mai il dolore e la felicità piangano allo stesso modo.

Memoranda: “ - Sai Leo, anche io ho marinato la scuola una volta. Avevano appena regalato la Spider decappottabile al fratello di un mio compagno di scuola, mi ricordo ancora il vento e il mare. Il mare, tutta la libertà del mare sembrava nostra. In quel momento capii che ciò che conta di fronte alla libertà del mare, non è avere una nave, ma un posto dove andare, un porto, un sogno, che valga tutta l'acqua da attraversare. Un giorno in cui, per la prima volta, ho cercato da solo quello che volevo, a costo di essere punito...”

 

 

Di Corradini Valentina – Cl   I Sec. I Grado –S.Orsola - Guastalla