Questo libro mi è piaciuto molto perché racconta di un problema del nostro paese molto attuale: la mafia, attraverso le vite di due ragazzini, uno che abita al nord ed uno al sud ma accomunati dallo stesso destino.

Santino ha otto anni e vive vicino a Palermo, con i genitori ed i nonni; accompagna spesso il padre quando si trova con certi amici strani, sa che ha dei segreti.

Per la sua Comunione ci vogliono tanti soldi; così il papà ed il nonno decidono per guadagnare di più di mettersi in brutti affari, finchè un giorno uno di questi incontri finisce male.

Lucio invece abita a Livorno ed ha undici anni, vive con la mamma e la sorellina; è l’ometto di casa perché la mamma non sta bene e non esce mai fuori. A lui il compito di accudire la sorella a cui è stato raccontato che il papà lavora lontano, in Venezuela e per questo non c’è mai né telefona, ma lui conosce il vero motivo: è il suo segreto.  E’ appassionato di regate e non si perde mai un telegiornale perché vuole essere sempre aggiornato sugli arresti dei mafiosi. Scrive lettere segrete al “Cacciatore” che nasconde in una cassetta sotto il letto, con la speranza che mantenga la promessa fatta anni prima.

A metà del libro c’è un colpo di scena e si capisce il motivo per cui le vite di questi due ragazzini sono unite.

Io consiglio questo libro a tutti perché credo che conoscerne di più su questo argomento poco sentito da noi al nord sia molto utile.

Mi ha colpito perché è tratto da una storia veramente accaduta e perché riguarda dei bambini più o meno della nostra età che hanno dovuto affrontare grosse difficoltà per sopravvivere.