“Non preoccuparti Giovanna, i falò prima o poi si spegneranno. Tanto vale che tu lo sappia: la felicità non dura.”

Giovanna ha dodici anni e abita con suo fratello Tommaso nell’isola degli indicativi, i suoi nemici accaniti sono Necrode e l’ispettrice Gergoni. Intanto succedono cose strane, la signora Gergoni, (chi l’avrebbe mai detto?!) si è innamorata di Dario, il musicista del Cargo, e Giovanna ne approfitta per continuare la sua inchiesta: “Che cos’è l’amore”? A tutti quelli che incontra fa la sua pertinente domanda, ma non riesce a ricevere una risposta che la soddisfi.Verrà portata in un’avventura che non c'entra niente con la sua inchiesta, almeno come pensa lei, perché in seguito, scoprirà che il congiuntivo è l’universo del dubbio, dell’attesa, del desiderio, della speranza, di tutti i possibili; è il paese del sogno e quindi dell’amore.Ma prima di scoprirlo, diventerà amica di un cartografo e di  un pilota che, con il loro aliante la condurranno a vedere il mondo dall’alto, dove tutto è più reale e dove si hanno ampi campi visivi, per poi precipitare proprio sopra all’isola dei congiuntivi che cambia forma e che è perseguitata dal dittatore Necrode.Lì rincontrerà  il fratello, da tempo scomparso e, continuerà senza accorgersene la sua inchiesta …

“Ma via, ma via, signora, tutti sanno che lei è immortale.”

“Immortale non vuol dire eterna, Giovanna.”

Mi ha incuriosito l’isola dei congiuntivi con le sue particolarità, con le sue stranezze con i suoi sogni, le sue spiegazioni, ma soprattutto le sue frasi.Il libro contiene la spiegazione del congiuntivo attraverso una storia, le coincidenze con l’amore che si trova rispecchiato ovunque nei nostri sogni e desideri, contrastati dalla realtà diversa, a volte dura e inevitabile, nonostante i sogni.

Il finale mi è piaciuto nonostante, non sia un vero finale perché questo libro è seguito da un altro: “La danza delle virgole”.