“Per questo mi chiamo Giovanni” è un libro scritto in memoria di Giovanni Falcone e che ha avuto un grandissimo successo, in particolare tra i giovani.                                                               Il protagonista è Giovanni un ragazzino che vive a Palermo con la sua famiglia, che abita in quel territorio da generazioni. Il giorno del suo compleanno il padre decide di non farlo andare a scuola per trascorrere una giornata con lui e raccontargli le vere origini del suo nome.        Durante il corso della giornata, infatti, il padre gli rivelerà che era stato chiamato così per devozione a Giovanni Falcone, uno dei primi grandi uomini ad aver combattuto fino alla morte contro la mafia.                                                                                                                  Mi ha sempre affascinato il mondo giuridico fin da quando ero bambina e ciò è stato incrementato dai giusti principi che mi ha trasmesso mio padre, che è avvocato. Sono cresciuta imparando il vero senso della parola “giustizia”, per cui ho colto a pieno il significato di questo libro, che si sofferma particolarmente sulla contrapposizione fra il bene e il male, che in questo caso corrisponde alla grandissima lotta fra la mafia e l’organo della giustizia.Durante la lettura del libro, dentro di me combattevano per prevalere diverse emozioni: la gioia nel leggere quelle pagine, la speranza di vedere un giorno un mondo in cui varrà solo la legge del giusto, dettata da uomini di valore e non da codardi accecati dalla smania del potere; infine, il vuoto, perché mi sono resa conto, mano a mano che leggevo, che la vita è una lotta continua, in cui nessuno è disposto ad aiutarti, se non per convenienza. Con questo mi riferisco esplicitamente a Falcone, che ha dovuto condurre una vita priva di serenità e lo ha fatto pensando agli altri, nella speranza di vedere un giorno una realtà più civile, nella quale tutti possano aprire tranquillamente il proprio negozio senza la paura di non rivederlo più perché incenerito dalle fiamme di un incendio doloso.

Tutto ciò per cui ha lottato è stato un grandissimo passo verso la meta, un inizio che ha segnato un’importante rivoluzione, ma questo non era apprezzato. Giovanni veniva considerato un uomo con manie di protagonismo e per un periodo della sua vita molti cercavano di stargli alla larga per paura di cadere sotto le grinfie di un attentato. Non era appoggiato da nessuno se non da quei pochi che credevano davvero in questa causa.Per questa ragione ho provato un senso di vuoto, perché nessuno è mai riuscito a capire per chi lottava davvero Giovanni. Non per se stesso, non per la sua famiglia, non per la fama, ma per la libertà della sua gente.                                   Ho apprezzato molto questo libro, perché lo scrittore è riuscito a legare benissimo il presente, che è rappresentato con la storia del piccolo Giovanni, vittima di bullismo, e il passato, in onore della memoria del grande Giovanni Falcone.