Questo racconto, che ho letto per un compito delle vacanze di Natale,  non mi è piaciuto molto. Senza alcun dubbio ha una trama molto articolata e geniale, ma purtroppo, con mio grande rammarico, non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo la storia e i personaggi, forse per via della disposizione delle frasi che mi confondevano oppure per i due piani paralleli su cui viaggia l’intera vicenda, il continuo trasportarmi da una storia all’altra: il racconto del processo e relativa condanna di Gesù insieme al suo inquisitore Ponzio Pilato nell’antica Gerusalemme e il resto della storia incentrata sul Maestro e l’intrigante Voland, nonché il Diavolo in persona, nella Russia staliniana degli anni trenta.

Una cosa che però mi ha colpita molto è stato il grande amore di Margherita nei confronti del Maestro che, volendo rivedere a tutti i costi l’uomo da cui era separata perché creduto pazzo, accetta di partecipare come ospite d’onore al ballo organizzato da Satana in persona.

Mentre il personaggio che ho apprezzato maggiormente è stato uno degli scagnozzi di Voland, Behemoth, un gatto parlante nero e grasso che talvolta assume sembianze umane e che si diverte a burlarsi delle persone combinando guai per tutta la città.

Veronica Palladini    1°O Laura Bassi