Il Castello di Otranto è il primo romanzo gotico della storia e della letteratura inglese.

A me questo libro è piaciuto perchè è ambientato in un medioevo buio e cupo, nel quale sono presenti fantasmi, che fanno tornare la ragione ai personaggi; visioni di creature enormi e soprannaturali, principesse devote a Dio, affascinanti e graziose, e principi coraggiosi che rischiano la pelle per salvare la loro amata principessa. Il protagonista è il principe Manfredi, sposato con Ippolita ha due figli: Matilda e Corrado. Manfredi viene rappresentato dall'autore come un uomo un tempo molto buono, caritatevole e giusto, ma che nel presente si comporta come un uomo brutale, presuntuoso e questo me lo ha fatto ''odiare'' fin dal primo momento. La moglie Ippolita vede in lui un'angelo sceso dal cielo, ogni sua decisione è giusta, ogni sua azione è corretta, è lo stereotipo di una tipica donna medioevale che apprezza ed approva le decisioni e le azioni del marito anche se ingiuste. Corrado è l'unico figlio maschio di Manfredi, malaticcio e di salute cagionevole , dall'aspetto pallido e poco gradevole. Manfredi ripone in lui la sua unica speranza di avere una discendenza ma Corrado muore il giorno stesso del matrimonio schiacciato da un elmo gigante. Matilda, la sorella minore di Corrado, ha una vocazione: quella di diventare suora. E' una ragazza molto devota al Signore e farebbe qualunque cosa per rendere felice il suo prossimo. Apprezzo molto il suo coraggio ''nell'affrontare'' suo padre e la sua capacità di apprezzare il suo destino. Isabella è la promessa sposa di Corrado molto bella ed attraente che alla notizia della morte di Corrado esulta poiché non gli piaceva; è invece attratta da Teodoro un contadino che viene incolpato da Manfredi di aver ucciso suo figlio. Isabella e Matilda discutono di Teodoro come amiche e sono invidiose l'una dell'altra. Matilde crede che Isabella sia innamorata di Teodoro e viceversa Isabella. Teodoro è a sua insaputa di nobili origini, ed in realtà sarebbe il vero erede del Castello di Otranto nel quale risiede la famiglia di Manfredi. Ritengo ingiusto che solo un contadino di nobili origini possa essere gentile e cortese e ben educato, perché ciò presume che i contadini siano di norma ignoranti e rozzi. Manfredi disperato dalla morte di Corrado, vede come unica possibilità di avere una discendenza quella di sposare Isabella, che non lo ama. Manfredi scoprendo che Isabella aiutata da Teodoro scappa dal castello, per non sposarlo, decide di ucciderla. Così una sera aggredisce la ragazza che si trova con Teodoro traffigendola al cuore con un pugnale non sapendo che questa in realtà è Matilda, che muore .Ciò cambierà profondamente l'animo di Manfredi.                                                                               Ciò che rende questo libro molto bello, secondo me, è l'assenza di lunghe descrizioni, che in seguito caratterizzeranno il gotico, per cui la scrittura è molto più scorrevole e coinvolgente. Quello che ho fatto più fatica a spiegarmi, ma che ha catturato maggiormente la mia attenzione è la comparsa graduale di un soldato enorme, che non si rivela mai, e di cui non vengono spiegati nè la sua natura, nè le sue origini.

Esther Giuliano 1E L. Bassi